Notizie Notizie Mondo Tassi BoE fermi con rischio inflazione: nuovi tagli rimandati al 2026? La novità legata al QT

Tassi BoE fermi con rischio inflazione: nuovi tagli rimandati al 2026? La novità legata al QT

18 Settembre 2025 14:50

Anche la Bank of England (BoE) non sorprende i mercati. L’istituto centrale britannico ha annunciato di avere mantenuto i tassi d’interesse invariati al 4%,  segnalando che i rischi al rialzo per l’inflazione richiedono una certa cautela nella rapidità con cui verrano tagliati i tassi in futuro. Sempre oggi la BoE ha annunciato il rallentamento del programma di QT (quantitative tightening).

Sotto la lente le decisioni di oggi, le prospettive e i commenti aspettando il prossimo meeting in calendario il 6 novembre.

Tassi BoE fermi, cosa cambia per il QT

Poco dopo le 13 è arrivato l’annuncio della BoE, con tassi fermi al 4% (solo due voti a favore di un taglio di 25 punti base) per far fronte all’inflazione che continua ad essere calda nel Regno Unito.

Il Comitato rimane concentrato sull’eliminazione di eventuali pressioni inflazionistiche persistenti, esistenti o emergenti, per riportare l’inflazione in modo sostenibile al suo obiettivo del 2% nel medio termine“, si legge nella nota ufficiale della BoE nella quale segnala che “l’inflazione si è attestata al 3,8% ad agosto e si prevede un leggero aumento a settembre, prima di scendere successivamente verso l’obiettivo del 2%”. E ribadisce che “il Comitato rimane vigile sul rischio che questo temporaneo aumento dell’inflazione possa esercitare un’ulteriore pressione al rialzo sul processo di determinazione di salari e prezzi“.

Proprio ieri, alla vigilia del meeting di settembre, sono stati pubblicati i dati relativi al Cpi di agosto che si è attestato al 3,8% su base annua. Con l’inflazione dei servizi, una delle voci monitorare più da vicino, che scende sotto il 5% ma resta ancora elevata. Un’inflazione che di fatto resta ben più alta di quella della zona euro (vicina al target Bce del 2%), e ben più distante rispetto all’obiettivo della BoE.

La forward guidance della Banca – che afferma semplicemente che ulteriori tagli dei tassi saranno graduali e cauti – è rimasta invariata rispetto alla riunione di agosto. E’ arrivato anche l’annuncio del quantitative tightening – la riduzione delle obbligazioni governative britanniche detenute dalla Banca – è fissato a 70 miliardi di sterline per i prossimi 12 mesi (tra ottobre 2025 e settembre 2026), come atteso dagli analisti.

“Niente di sorprendente – segnalano gli esperti di ING – perché dalla riunione di agosto a oggi non è cambiato molto, o almeno non ci sono state delle novità che avrebbero giustificato un cambiamento di orientamento più significativo nella riunione di oggi. I dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione sono stati ampiamente in linea con le proiezioni della Banca“.

Nuovi tagli rimandati al 2026?

Alcuni si sono spinti addiritturaMa la decisione di agosto ha certamente messo in luce una questione: la Banca Centrale si sta mostrando sempre più riluttante a tagliare ancora i tassi.  a dire che il ciclo di allentamento sia terminato.

Una view che non trova d’accordo, tuttavia, ING che precisa: “Non siamo d’accordo, anche se la tempistica dei tagli futuri appare meno chiara. Al 4% il tasso è superiore alla neutralità e riteniamo che ci saranno altri due o tre tagli in futuro“. Ma le probablità di vedere un nuovo taglio del costo del denaro nel corso dell’anno, sono in calo.

Non ci aspettiamo che la BoE possa tagliare i tassi nella restante parte dell’anno, ma riconosciamo che ciò dipenderà in parte dall’esito del budget di novembre. L’inflazione persistente e l’indebolimento in attenuazione del mercato del lavoro dovrebbero scoraggiare il MPC dal procedere con un allentamento della politica monetaria; tuttavia, se il budget fosse percepito come un freno alle prospettive di crescita del Regno Unito, ciò potrebbe indurre una risposta rapida. In generale, il nostro scenario di base prevede che la BoE riprenda i tagli dei tassi a febbraio 2026″, commenta Simon Dangoor, head of fixed income macro strategies di Goldman Sachs Asset Management.

Lo scenario di base tracciato da Bloomberg prevede che la banca centrale manterrà una pausa prolungata finché il quadro inflazionistico non migliorerà. “Riteniamo che ciò accadrà entro la primavera del prossimo anno”.