Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (17/07/25)
Fonte immagine: Getty Images
L’investimento in azioni che distribuiscono dividendi si conferma una strategia solida per chi mira a un reddito passivo stabile, alla mitigazione della volatilità e alla crescita patrimoniale a lungo termine. I flussi di cassa generati possono integrare il reddito complessivo, coprire spese o essere reinvestiti. Le società con una consolidata politica di dividendi tendono a essere entità aziendali mature, consolidate e finanziariamente solide. Tale approccio contribuisce inoltre a bilanciare portafogli diversificati con asset a più alto rischio e crescita, mitigando l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione. Di seguito, le aziende quotate sul Ftse Mib con i rendimenti da dividendo più elevati, analizzando dati attuali e proiezioni future.
Perché puntare sui dividendi in questo momento
I continui segnali contrastanti di Trump sul fronte dei dazi tengono i mercati sulle spine, anche se l’opinione prevalente è quella che ci saranno nuovi accordi bilaterali nelle prossime settimane. Nel frattempo, però, il presidente continua ad alimentare il nervosismo con minacce di nuove tariffe e con i suoi attacchi al numero uno della Fed, Jerome Powell, pur ritenendo “improbabile” che venga sollevato anticipatamente dal suo incarico alla guida della banca centrale.
Ad ogni modo, l’incertezza sulle prossime mosse dell’istituto di Washington e sul sostituto di Powell al termine del suo mandato (maggio 2026) costituisce un altro fattore da monitorare per i mercati. Attenzione anche alle decisioni della Bce, pronta a fermare i tagli dei tassi nella riunione della prossima settimana dopo un imponente ciclo di riduzioni tra la fine dell’anno scorso e la prima metà di quest’anno.
Con l’azionario in prossimità dei massimi e le varie incognite da risolvere, i mercati potrebbero riservare sorprese negative nel lungo termine, complice anche la liquidità più sottile dei mesi estivi.
In questo contesto, un investimento in titoli ad alto dividendo può contribuire a riequilibrare il portafoglio e proteggere il rendimento da oscillazioni di breve termine.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per esaminare e confrontare i dividendi di un’azienda, non basta guardare all’importo della cedola pagata da ogni società, ma è più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
La tabella seguente classifica i titoli del Ftse Mib per il dividend yield in ordine decrescente, calcolato sul dividendo 2025 (riferito agli utili 2024) e il prezzo attuale. Sono incluse anche le stime per il dividendo e il dividend yield del 2026 (sui risultati 2025).
Le società finanziarie guidano la graduatoria: nelle prime posizioni spiccano diverse banche tra cui Mps (12,4%), Banco Bpm (9,7%) e Bper (8,0%). Nella parte alta della classifica anche Stellantis (8,3%), che però ha tagliato considerevolmente la cedola alla luce delle difficoltà patite nel 2024 e potrebbe ulteriormente ridurla il prossimo anno. Ben posizionato il settore oil & gas con Saipem (7,3%) ed Eni (7,1%).
Unica eccezione Tim, la sola società del Ftse Mib a non distribuire dividendi a valere sul 2024 (l’ultimo è stato pagato nel 2021), ma si prevede un ritorno alla cedola dall’anno prossimo.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 6,95 | 0,8600 | 12,4% | 0,8590 | -0,1% | 12,4% |
| Banco BPM | 10,29 | 1,0000 | 9,7% | 1,0150 | 1,5% | 9,9% |
| Stellantis | 8,15 | 0,6800 | 8,3% | 0,5080 | -25,3% | 6,2% |
| BPER Banca | 7,51 | 0,6000 | 8,0% | 0,7690 | 28,2% | 10,2% |
| Saipem | 2,34 | 0,1700 | 7,3% | 0,1570 | -7,6% | 6,7% |
| Eni | 14,13 | 1,0000 | 7,1% | 1,0490 | 4,9% | 7,4% |
| Intesa Sanpaolo | 4,90 | 0,3410 | 7,0% | 0,3730 | 9,4% | 7,6% |
| Banca Mediolanum | 14,67 | 1,0000 | 6,8% | 0,7970 | -20,3% | 5,4% |
| Bca Pop Sondrio | 11,86 | 0,8000 | 6,7% | 1,1030 | 37,9% | 9,3% |
| Poste italiane | 17,90 | 1,0800 | 6,0% | 1,1860 | 9,8% | 6,6% |
| Azimut | 29,26 | 1,7500 | 6,0% | 1,6640 | -4,9% | 5,7% |
| Enel | 7,87 | 0,4700 | 6,0% | 0,4800 | 2,1% | 6,1% |
| Mediobanca (**) | 18,21 | 1,0700 | 5,9% | 1,1360 | 6,2% | 6,2% |
| Italgas | 7,01 | 0,4060 | 5,8% | 0,4370 | 7,6% | 6,2% |
| Snam | 5,04 | 0,2905 | 5,8% | 0,3000 | 3,3% | 6,0% |
| Tenaris (*) | 15,99 | 0,8300 | 5,2% | 0,8050 | -3,0% | 5,0% |
| Unipol Gruppo | 16,49 | 0,8500 | 5,2% | 0,9650 | 13,5% | 5,9% |
| Inwit | 10,35 | 0,5156 | 5,0% | 0,5740 | 11,3% | 5,5% |
| Nexi | 5,14 | 0,2500 | 4,9% | 0,2360 | -5,6% | 4,6% |
| Terna | 8,43 | 0,3962 | 4,7% | 0,3970 | 0,2% | 4,7% |
| A2A | 2,17 | 0,1000 | 4,6% | 0,1000 | 0,0% | 4,6% |
| Generali Assicurazioni | 31,33 | 1,4300 | 4,6% | 1,5730 | 10,0% | 5,0% |
| Pirelli&C | 5,79 | 0,2500 | 4,3% | 0,2560 | 2,4% | 4,4% |
| UniCredit | 57,62 | 2,4025 | 4,2% | 3,1710 | 32,0% | 5,5% |
| FinecoBank | 18,44 | 0,7400 | 4,0% | 0,7660 | 3,5% | 4,2% |
| Hera | 3,90 | 0,1500 | 3,8% | 0,1600 | 6,7% | 4,1% |
| Moncler | 49,81 | 1,3000 | 2,6% | 1,2480 | -4,0% | 2,5% |
| Recordati | 52,35 | 1,2700 | 2,4% | 1,4670 | 15,5% | 2,8% |
| Iveco Group | 15,20 | 0,3300 | 2,2% | 0,4580 | 38,8% | 3,0% |
| Buzzi | 46,38 | 0,7000 | 1,5% | 0,7840 | 12,0% | 1,7% |
| Amplifon | 19,80 | 0,2900 | 1,5% | 0,3040 | 4,8% | 1,5% |
| Diasorin | 89,06 | 1,2000 | 1,3% | 1,2350 | 2,9% | 1,4% |
| STMicroelectronics (*) | 27,79 | 0,3600 | 1,3% | 0,3550 | -1,4% | 1,3% |
| Prysmian | 63,38 | 0,8000 | 1,3% | 0,8920 | 11,5% | 1,4% |
| Leonardo | 46,72 | 0,5200 | 1,1% | 0,5200 | 0,0% | 1,1% |
| Campari | 6,19 | 0,0650 | 1,0% | 0,0680 | 4,6% | 1,1% |
| Interpump Group | 34,86 | 0,3300 | 0,9% | 0,3310 | 0,3% | 0,9% |
| Brunello Cucinelli | 105,50 | 0,9400 | 0,9% | 1,0380 | 10,4% | 1,0% |
| Ferrari | 429,70 | 2,9860 | 0,7% | 3,1060 | 4,0% | 0,7% |
| Telecom Italia | 0,40 | 0,0000 | 0,0% | 0,0050 | – | 1,2% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2024; per quest’anno la società ha già distribuito un acconto di €0,56
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 17 luglio 2025
Enel stacca il dividendo a luglio (saldo)
La prossima società del Ftse Mib a staccare una cedola sarà Enel, il prossimo 21 luglio: in particolare, sarà il saldo di 0,255 euro sul dividendo 2025, dopo l’acconto di 0,215 euro pagato a gennaio.
Dopodiché bisognerà attendere fino al 22 settembre, quando Eni pagherà la prima delle quattro tranche del dividendo da 1,05 euro a valere sull’ultimo esercizio. Nello stesso giorno, Stmicroelectronics pagherà la seconda delle quattro rate da 0,09 dollari Usa.