Sogefi (CIR): utile sale da 8,3 a 20 milioni nei primi sei mesi. Atteso miglioramento redditività nel 2017
Sogefi, società del Gruppo CIR, ha chiuso il primo semestre con ricavi per 866 milioni, in crescita dell’8,4% rispetto al corrispondente periodo 2016. “Dopo l’aumento del 12,6% del primo trimestre, nel secondo trimestre la società ha registrato una crescita in rallentamento ma comunque significativa (+4,5%) e con un andamento migliore di quello del mercato in tutte le aree geografiche”, riporta la nota della società.
L’Ebitda, pari a 93,9 milioni, è cresciuto del 25,8% annuo, mentre l’utile netto è ammontato a 20 milioni (da 8,3 milioni). L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2017 era pari a 280,4 milioni, in miglioramento di 18,6 milioni rispetto a fine 2016.
“In relazione al mercato automobilistico mondiale, le previsioni per il 2017 indicano una evoluzione positiva sebbene in misura più contenuta rispetto al primo semestre. Per il mercato europeo è attesa una crescita nel secondo semestre mentre per quello nordamericano è previsto un ulteriore calo”.
Sogefi prevede di conseguire “una crescita percentuale dei ricavi mid-single digit nel secondo semestre. La società si attende inoltre di migliorare la propria redditività su base annua rispetto al 2016 nonostante un incremento del costo delle materie prime”.
L’Ebitda, pari a 93,9 milioni, è cresciuto del 25,8% annuo, mentre l’utile netto è ammontato a 20 milioni (da 8,3 milioni). L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2017 era pari a 280,4 milioni, in miglioramento di 18,6 milioni rispetto a fine 2016.
“In relazione al mercato automobilistico mondiale, le previsioni per il 2017 indicano una evoluzione positiva sebbene in misura più contenuta rispetto al primo semestre. Per il mercato europeo è attesa una crescita nel secondo semestre mentre per quello nordamericano è previsto un ulteriore calo”.
Sogefi prevede di conseguire “una crescita percentuale dei ricavi mid-single digit nel secondo semestre. La società si attende inoltre di migliorare la propria redditività su base annua rispetto al 2016 nonostante un incremento del costo delle materie prime”.