News Asset Class Indici e quotazioni Piazza Affari chiude in rialzo, rally delle banche. Brillante Telecom Italia

Piazza Affari chiude in rialzo, rally delle banche. Brillante Telecom Italia

Pubblicato 7 Gennaio 2014 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:14
Piazza Affari ha chiuso in rialzo trascinata dalla brillante performance dei titoli del comparto bancario, con lo spread sempre in area 200 punti base ovvero sui minimi da due anni e mezzo. Nel pomeriggio il listino milanese è stato sostenuto dall'andamento positivo di Wall Street, dove gli indici guadagnano oltre mezzo punto percentuale. Negli Stati Uniti il deficit della bilancia commerciale di novembre si è attestato a 34,3 miliardi di dollari, meno delle attese degli analisti che indicavano 40 miliardi. Sono tornate sotto i riflettori le prossime mosse della Fed dopo che il senato ha confermato Janet Yallen alla guida della Banca centrale Usa. Secondo il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, la crescita americana nel 2014 si attesterà intorno al 3%, mentre la riduzione degli stimoli monetari dovrà essere graduale. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,22% a 19.468 punti.

Ancora acquisti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 5,59% a 1,53 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 5,42% a 7,395 euro, Popolare di Milano l'8% a 0,502 euro, Intesa SanPaolo il 3,28% a 1,88 euro, Mediobanca il 5,28% a 6,88 euro, Unicredit il 3,47% a 5,81 euro, Montepaschi il 2,77% a 0,185 euro. Brillante Mediaset che ha mostrato un progresso del 5,69% a 3,64 euro. Bene anche Telecom Italia (+4,16% a 0,789 euro) che ha toccato i massimi dall'ottobre del 2012. Prese di beneficio su Fiat dopo i botti di inizio anno: il titolo del Lingotto ha lasciato sul parterre l'1,69% a 6,685 euro. Snam (-1,63% a 3,99 euro) e Terna (-0,33% a 3,61 euro) sono finite sotto i riflettori degli investitori. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il fondo pubblico cinese State Grid Corporation of China avrebbe mostrato interesse per rilevare una quota in Cdp Reti che controlla il 30% di Snam e Terna e di cui la Cassa Depositi e Prestiti vuole cedere il 49%.