Piazza Affari recupera nel finale e chiude poco mossa, scivolone di Mediaset
Piazza Affari ha chiuso poco mossa azzerando le perdite nella parte finale di seduta in scia all'andamento positivo di Wall Street. Nella prima parte di giornata aveva prevalso il pessimismo legato alle minute della Federal Reserve, che secondo alcuni esperti hanno evidenziato il rischio che il primo rialzo dei tassi potrebbe andare in scena già prima del 2015. A deludere anche l'attività manifatturiera cinese. L'indice Pmi di febbraio ha evidenziato una contrazione a 48,3 punti dai 49,5 punti di gennaio, portandosi così ai minimi degli ultimi sette mesi. Inoltre soffiano forti i venti di guerra in Ucraina dove la tregua ha retto solo poche ore. Sono infatti ripresi gli scontri a Kiev dove il bilancio parla di decine di morti e centinaia di feriti. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,07% a 20.452 punti.
Deboli i titoli del comparto bancario a iniziare dal Banco Popolare che ha perso lo 0,21% a 1,435 euro in scia al downgrade di Standard & Poor's. In territorio negativo sono finite anche Mediobanca (-1,17% a 7,185 euro), Ubi Banca (-1,85% a 6,09 euro) e Unicredit (-0,59% a 5,87 euro). Scivolone di Mediaset (-4,95% a 4,084 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Il Fatto Quotidiano secondo cui il Biscione vedrebbe notevolmente ridimensionate le sue aspettative di vittoria nella causa intentata nel 2008 contro Youtube in cui ha chiesto un risarcimento di circa 1 miliardo di euro per i danni causati dalla pubblicazione da parte del provider di spezzoni delle proprie trasmissioni televisive. Ancora brillante A2A che ieri aveva svettato con un balzo di oltre il 5% mentre oggi ha guadagnato il 2,19% a 0,908 euro. Positiva Tenaris (+0,38% a 16,01 euro) dopo il tonfo di ieri in scia al pronunciamento del Dipartimento del Commercio Usa di imporre dazi solo ad alcuni Paesi sulle importazioni di tubi per l'industria petrolifera nel comparto Oil Country Tubula Goods non includendo la Corea che è il principale paese esportatore del settore. Oggi il titolo ha trovato sponda nel rally di Technip a Parigi.
Deboli i titoli del comparto bancario a iniziare dal Banco Popolare che ha perso lo 0,21% a 1,435 euro in scia al downgrade di Standard & Poor's. In territorio negativo sono finite anche Mediobanca (-1,17% a 7,185 euro), Ubi Banca (-1,85% a 6,09 euro) e Unicredit (-0,59% a 5,87 euro). Scivolone di Mediaset (-4,95% a 4,084 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Il Fatto Quotidiano secondo cui il Biscione vedrebbe notevolmente ridimensionate le sue aspettative di vittoria nella causa intentata nel 2008 contro Youtube in cui ha chiesto un risarcimento di circa 1 miliardo di euro per i danni causati dalla pubblicazione da parte del provider di spezzoni delle proprie trasmissioni televisive. Ancora brillante A2A che ieri aveva svettato con un balzo di oltre il 5% mentre oggi ha guadagnato il 2,19% a 0,908 euro. Positiva Tenaris (+0,38% a 16,01 euro) dopo il tonfo di ieri in scia al pronunciamento del Dipartimento del Commercio Usa di imporre dazi solo ad alcuni Paesi sulle importazioni di tubi per l'industria petrolifera nel comparto Oil Country Tubula Goods non includendo la Corea che è il principale paese esportatore del settore. Oggi il titolo ha trovato sponda nel rally di Technip a Parigi.