News Notizie Mondo Eurozona: Quantitative easing troppo tardi e troppo poco?

Eurozona: Quantitative easing troppo tardi e troppo poco?

Pubblicato 6 Gennaio 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:04
Nella prima seduta della settimana che porterà alla normalizzazione dei volumi di contrattazione dopo le festività, non è stata solo Piazza Affari a incamerare un forte ribasso. Il segno meno è comparso un po' ovunque. È sceso l'euro, contro il dollaro. È calato il petrolio, una delle cause principali insieme con le questioni politiche greche, della slavina di ieri. Ha perso terreno Wall Street. E' crollata Tokyo. "In particolare - commenta Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK - il declino delle Borse europee e dell'euro nella seduta di ieri manda dei segnali contrastanti. La divergenza tra i sentieri di politica monetaria di Federal Reserve e Banca centrale europea sembra destinata ad accelerare nel corso dell'anno".

Tuttavia la possibilità che Francoforte adotti un Quantitative easing con acquisto di titoli di Stato "opzione verso la quale Mario Draghi si deve muovere ancora con molta incertezza "sembra essere a tratti snobbata dai mercati come se ci si aspettasse che "le misure che verranno prese della Bce saranno troppo blande e arriveranno troppo tardi per fare la differenza". Il tutto in uno scenario europeo confuso dalle prossime scadenze politiche e dalla possibilità che una vittoria del partito di sinistra Syriza, alle elezioni in Grecia, porti a un'uscita del Paese dall'euro, evento ritenuto possibile da Germania e Francia ma non dalla Commissione europea.