Piazza Affari chiude in profondo rosso (Ftse Mib -4,9%), crolla Eni
Piazza Affari è sprofondata (Ftse Mib -4,92% a 18.188 punti) in scia alle incertezze politiche in Grecia e al nuovo crollo delle quotazioni del petrolio. Atene tra qualche settimana andrà alle elezioni anticipate con il possibile successo del partito anti-austerity Syriza. Il leader dell'opposizione greca, Alexis Tsipras, ha detto che il suo partito Syriza dirà fine all'austerità tedesca se vincerà le elezioni del 25 gennaio. Il governo di Berlino ha fatto sapere di aspettarsi che la Grecia rispetti i piani concordati con i creditori internazionali anche in caso di vittoria di Syriza. Nel frattempo è proseguita senza sosta il crollo del petrolio che oggi è sceso sotto quota 51 dollari al barile, ai minimi da maggio 2009. L'affondo di Mario Draghi verso un QE europeo su larga scala ha continuato a farsi sentire sull'euro, scivolato ai minimi a quasi 9 anni contro il dollaro sotto la soglia di 1,20.
Forti vendite sui titoli del comparto energetico, in particolare su Eni che ha mostrato un tonfo dell'8,36% a 13,37 euro. A pesare sul titolo, oltre al nuovo ribasso del petrolio, anche la bocciatura da parte degli analisti di Citigroup che hanno tagliato il giudizio a sell dal precedente neutral, abbassando il target price a 13 euro da 16,50 euro. Profondo rosso anche per Enel, che è scivolata con un -6,46% a 3,442 euro, e per gli altri titoli del settore oil: Saipem ha mostrato una contrazione del 4,78% a 8,36 euro, mentre Tenaris ha perso il 5,39% a 11,76 euro. In profondo rosso anche il comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 4,32% a 9,855 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 4,92% a 5,305 euro, Intesa SanPaolo il 5,94% a 2,308 euro, Mediobanca il 4,37% a 6,565 euro, Ubi Banca il 5,83% a 5,73 euro, Unicredit il 6,62% a 5,075 euro. In decisa controtendenza Luxottica (+0,99% a 45,76 euro) che in mattinata ha toccato i massimi storici a 47,24 euro. L'azione del gruppo di occhialeria ha beneficiato della debolezza dell'euro nei confronti del dollaro che avvantaggia l'export negli Stati Uniti.
Forti vendite sui titoli del comparto energetico, in particolare su Eni che ha mostrato un tonfo dell'8,36% a 13,37 euro. A pesare sul titolo, oltre al nuovo ribasso del petrolio, anche la bocciatura da parte degli analisti di Citigroup che hanno tagliato il giudizio a sell dal precedente neutral, abbassando il target price a 13 euro da 16,50 euro. Profondo rosso anche per Enel, che è scivolata con un -6,46% a 3,442 euro, e per gli altri titoli del settore oil: Saipem ha mostrato una contrazione del 4,78% a 8,36 euro, mentre Tenaris ha perso il 5,39% a 11,76 euro. In profondo rosso anche il comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 4,32% a 9,855 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 4,92% a 5,305 euro, Intesa SanPaolo il 5,94% a 2,308 euro, Mediobanca il 4,37% a 6,565 euro, Ubi Banca il 5,83% a 5,73 euro, Unicredit il 6,62% a 5,075 euro. In decisa controtendenza Luxottica (+0,99% a 45,76 euro) che in mattinata ha toccato i massimi storici a 47,24 euro. L'azione del gruppo di occhialeria ha beneficiato della debolezza dell'euro nei confronti del dollaro che avvantaggia l'export negli Stati Uniti.