Piazza Affari chiude in rialzo alla vigilia della Bce, popolari protagoniste
Piazza Affari ha chiuso in rialzo alla vigilia della riunione della Bce che dovrebbe rompere gli indugi e lanciare il quantitative easing in salsa europea. Il listino milanese, con l'indice Ftse Mib che ha chiuso con un rialzo dell'1,64% a 19.981 punti, ha aumentato i guadagni nel pomeriggio dopo le nuove indiscrezioni sul QE. Secondo Bloomberg, l'Eurotower sarebbe pronto ad adottare un piano di acquisto titoli da 50 miliardi di euro al mese fino alla fine del 2016, che dovrebbe partire ufficialmente a marzo. Ieri sul mercato erano circolate cifre più elevate con il piano di acquisti che potrebbe spingersi fino a 750-1.000 miliardi di euro. Questa mattina la Bank of Japan ha lasciato inalterato il piano di acquisto di bond governativi e altri asset a quota 80 mila miliardi di yen annui. La BoJ ha rivisto le proprie stime economiche tagliando a +1% quelle di inflazione core per l'anno fiscale che parte ad aprile dal precedente +1,7%.
Ancora in luce le banche popolari in scia al via libera della riforma che abolisce il voto capitario accelerando le attese per un nuovo round di consolidamento del settore: Banco Popolare ha guadagnato il 9,83% a 12,07 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 3,28% a 6,135 euro, Ubi Banca il 3,01% a 6,50 euro, Popolare di Milano il 3,61% a 0,703 euro. Tra gli titoli bene anche Unicredit, che ha guadagnato il 2,40% a 5,54 euro, mentre Intesa SanPaolo ha perso lo 0,39% a 2,554 euro. Sotto i riflettori la galassia Enel con la casa madre avanzata dell'1,64% a 3,826 euro dopo che il ministro slovacco dell'Economia, Pavol Pavlis, durante una visita alla centrale nucleare Mochovce, ha detto che Enel ha ricevuto quattro offerte per Slovenske Elektrarne. Enel Green Power (+1,97% a 1,702 euro) ha invece sfruttato la promozione arrivata questa mattina da Goldman Sachs che ha alzato il giudizio a buy da neutral sulla controllata verde di Enel. Bene Mediaset (+2,08% a 3,728 euro) che ha confermato di non avere in corso trattative per accordi di cessione ad altri emittenti dei diritti tv della Champions League acquisiti in via esclusiva per il triennio 2015-2018. Tonfo di A2A (-3,50% a 0,826 euro) con gli operatori che hanno citato l'ipotesi di un collocamento azionario da parte dei Comuni azionisti, Milano e Brescia.
Ancora in luce le banche popolari in scia al via libera della riforma che abolisce il voto capitario accelerando le attese per un nuovo round di consolidamento del settore: Banco Popolare ha guadagnato il 9,83% a 12,07 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 3,28% a 6,135 euro, Ubi Banca il 3,01% a 6,50 euro, Popolare di Milano il 3,61% a 0,703 euro. Tra gli titoli bene anche Unicredit, che ha guadagnato il 2,40% a 5,54 euro, mentre Intesa SanPaolo ha perso lo 0,39% a 2,554 euro. Sotto i riflettori la galassia Enel con la casa madre avanzata dell'1,64% a 3,826 euro dopo che il ministro slovacco dell'Economia, Pavol Pavlis, durante una visita alla centrale nucleare Mochovce, ha detto che Enel ha ricevuto quattro offerte per Slovenske Elektrarne. Enel Green Power (+1,97% a 1,702 euro) ha invece sfruttato la promozione arrivata questa mattina da Goldman Sachs che ha alzato il giudizio a buy da neutral sulla controllata verde di Enel. Bene Mediaset (+2,08% a 3,728 euro) che ha confermato di non avere in corso trattative per accordi di cessione ad altri emittenti dei diritti tv della Champions League acquisiti in via esclusiva per il triennio 2015-2018. Tonfo di A2A (-3,50% a 0,826 euro) con gli operatori che hanno citato l'ipotesi di un collocamento azionario da parte dei Comuni azionisti, Milano e Brescia.