Piazza Affari chiude in rialzo, bene le banche. Balzo di FCA e Telecom Italia
Piazza Affari ha chiuso in rialzo con il mercato che scommette su un accordo sul debito tra Atene e Bruxelles sull'ipotesi di un programma ponte fino ad agosto. La Commissione Ue ha fatto sapere che l'obiettivo è quello far restare la Grecia nella zona euro, anche se al momento i colloqui non sono stati molto fruttuosi. Anche il ministro Padoan, intervenuto al margine del G20, ha dichiarato di aspettarsi un finale positivo. A Milano l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell'1,76% a 20.725 punti, con massimi intraday toccati a 20.798 punti. Il paniere ha un po' ripiegato dopo le dichiarazioni di Wolfgang Schaeuble, secondo cui sarebbe un errore concedere il programma ponte alla Grecia. In Italia a dicembre si sono intravisti segnali positivi dalla produzione industriale, cresciuta dello 0,4% rispetto a novembre, mentre il saldo dell'intero 2014 rimane negativo (-0,8%).
Su di giri le banche che hanno diffuso i conti. Intesa SanPaolo (+4,01% a 2,59 euro) ha chiuso il 2014 con un utile di 1,25 miliardi di euro, in deciso miglioramento rispetto al rosso di 4,55 miliardi del 2013. Mediobanca (+4,46% a 7,83 euro) ha invece chiuso il semestre al 31 dicembre con utili in calo a 260,6 milioni ma con una crescita significativa dei ricavi (+16% a 1,01 miliardi) e dell'utile operativo (+58% a 321 milioni) grazie alla ripresa dell'attività bancaria. Bene anche le altre banche: Banco Popolare ha guadagnato lo 0,57% a 12,24 euro, Mps lo 0,95% a 0,434 euro, Popolare di Milano l'1,73% a 0,763 euro, Unicredit l'1,57% a 5,495 euro. Lo strappo ribassista del petrolio si è fatto sentire sui titoli oil di Piazza Affari, in particolare su Saipem e Tenaris che hanno ceduto rispettivamente l'1,50% a 8,86 euro e il 3,01% a 13,20 euro. Più contenuto il ribasso di Eni che ha perso lo 0,19% a 15,42 euro. Brillante Telecom Italia (+5,16% a 0,998 euro): dopo la discesa della Findim di Marco Fossati, ieri dai documenti depositati presso la Sec (la Consob americana) è emerso che Blackrock possiede il 6% del capitale di Telecom Italia. Una quota che tiene conto anche del convertendo, mentre a livello azionario la quota in mano a Blackrock è compresa tra il 2% e il 5%.
Molto bene FCA (+3,40% a 12,15 euro) in scia alle indiscrezioni di stampa secondo cui grazie ai forti ordini per la Panda il gruppo ha cancellato temporaneamente la cassa integrazione a Pomigliano, inizialmente prevista dal 23 febbraio.
Su di giri le banche che hanno diffuso i conti. Intesa SanPaolo (+4,01% a 2,59 euro) ha chiuso il 2014 con un utile di 1,25 miliardi di euro, in deciso miglioramento rispetto al rosso di 4,55 miliardi del 2013. Mediobanca (+4,46% a 7,83 euro) ha invece chiuso il semestre al 31 dicembre con utili in calo a 260,6 milioni ma con una crescita significativa dei ricavi (+16% a 1,01 miliardi) e dell'utile operativo (+58% a 321 milioni) grazie alla ripresa dell'attività bancaria. Bene anche le altre banche: Banco Popolare ha guadagnato lo 0,57% a 12,24 euro, Mps lo 0,95% a 0,434 euro, Popolare di Milano l'1,73% a 0,763 euro, Unicredit l'1,57% a 5,495 euro. Lo strappo ribassista del petrolio si è fatto sentire sui titoli oil di Piazza Affari, in particolare su Saipem e Tenaris che hanno ceduto rispettivamente l'1,50% a 8,86 euro e il 3,01% a 13,20 euro. Più contenuto il ribasso di Eni che ha perso lo 0,19% a 15,42 euro. Brillante Telecom Italia (+5,16% a 0,998 euro): dopo la discesa della Findim di Marco Fossati, ieri dai documenti depositati presso la Sec (la Consob americana) è emerso che Blackrock possiede il 6% del capitale di Telecom Italia. Una quota che tiene conto anche del convertendo, mentre a livello azionario la quota in mano a Blackrock è compresa tra il 2% e il 5%.
Molto bene FCA (+3,40% a 12,15 euro) in scia alle indiscrezioni di stampa secondo cui grazie ai forti ordini per la Panda il gruppo ha cancellato temporaneamente la cassa integrazione a Pomigliano, inizialmente prevista dal 23 febbraio.