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Piazza Affari chiude in moderato ribasso, in luce le banche popolari

Pubblicato 6 Febbraio 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:02
Piazza Affari ha chiuso in moderato ribasso nel giorno che ha confermato la forza del mercato del lavoro statunitense. A gennaio negli Stati Uniti sono stati creati 257 mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, oltre le attese degli analisti che indicavano 230 mila unità, mentre la disoccupazione è salita al 5,7%. Si tratta dell'ottavo mese consecutivo con più di 200 mila posti, la prima volta in vent'anni. La questione Grecia dominerà le cronache anche la prossima settimana quando sbarcherà sul tavolo dell'Eurogruppo a Bruxelles. Le posizioni per un accordo restano distanti soprattutto dopo la decisione della Bce di non accettare più dall'11 febbraio i titoli di Stato greci come collaterale per ottenere liquidità, sospendendo di fatto i finanziamenti alle banche elleniche. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,28% a 20.760 punti.

Tra le banche ancora in luce le popolari nella settimana in cui il premier Matteo Renzi ha assicurato che il Governo non ha intenzione di fare retromarcia sul decreto che obbliga questi istituti a trasformarsi in società per azioni entro 18 mesi. Gli acquisti hanno quindi premiato Banco Popolare (+1,21% a 12,53 euro), Popolare dell'Emilia Romagna (+2,86% a 6,635 euro) e Popolare di Milano (+1,44% a 0,77 euro). Bene anche Montepaschi che ha chiuso con un progresso del 2,95% a 0,432 euro e Unicredit che è avanzata dello 0,54% a 5,525 euro. Ancora negativa Enel (-0,40% a 3,90 euro) dopo lo scivolone di ieri in scia ai risultati preliminari del 2014 che gli analisti di Equita giudicano comunque "moderatamente positivi grazie al miglioramento superiore alle attese a livello di debito consolidato". Restando nel comparto energetico Eni (-0,82% a 15,56 euro) è finita nel mirino della speculazione sulla possibile cessione della divisione Gas & Power con eventuale Ipo.

Positiva invece Saipem (+0,34% a 8,795 euro) che si è aggiudicata un contratto per il progetto del giacimento Kashagan, nelle acque kazake del Mar Caspio, del valore complessivo di circa 1,8 miliardi di dollari. Finmeccanica (+1,48% a 10,22 euro) ha proseguito la sua corsa confermandosi sui massimi dal novembre 2010.