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Piazza Affari chiude in ribasso, male Enel e Telecom Italia

Pubblicato 5 Febbraio 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:02
Piazza Affari ha chiuso in ribasso dopo la decisione della Bce di non accettare più dall'11 febbraio i titoli di Stato greci come collaterale per ottenere liquidità, sospendendo di fatto i finanziamenti alle banche elleniche. Pesante la reazione della Borsa di Atene, che ha chiuso con un tonfo di circa il 4%, mentre i rendimenti dei bond triennali sono volati oltre il 20%. Il tutto mentre il ministro delle Finanze greco, Varoufakis, ha incontrato Wolfgang Schaeuble. Il ministro tedesco non ha nascosto il suo scetticismo dichiarando che alcune misure proposte dal nuovo governo di Atene non vanno nella giusta direzione. Le nuove stime della Commissione Ue indicano che nel 2015, per la prima volta dal 2007, le economie della zona euro torneranno a crescere grazie al calo del petrolio, all'euro più debole e ai nuovi stimoli targati Bce. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,58% a 20.819 punti.

Deboli i titoli del settore bancario: Montepaschi ha ceduto l'1,56% a 12,38 euro, Popolare di Milano lo 0,19% a euro, Intesa SanPaolo l'1,60% a 2,574 euro, Mediobanca il 2,29% a 7,675 euro, Ubi Banca l'1,38% a 6,395 euro, Unicredit lo 0,72% a 5,495 euro. Pesante Enel (-2,97% a 3,916 euro) che nei risultati preliminari del 2014 ha riportato ricavi in flessione del 3,7% a 75,8 miliardi di euro e un Ebitda in calo del 6% a 15,7 miliardi. Il rimbalzo del petrolio, con il Wti che ritornato sopra la soglia psicologica dei 50 dollari al barile, ha sostenuto i titoli legati all'oil: Saipem ha mostrato un progresso del 2,27% a 8,765 euro, mentre Tenaris è avanzata dell'1,90% a 13,36 euro. Forti vendite su Telecom Italia che ha lasciato sul parterre il 3,53% a 0,982 euro. Ieri la Findim di Marco Fossati ha fatto sapere alla Consob di aver ridotto la propria quota nel capitale di Telecom Italia all'1,989% dal precedente 5% circa. Ancora positiva Finmeccanica (+1,66% a 10,07 euro) che si è spinta fino a quota 10,07 euro. Il titolo del colosso pubblico non oltrepassava la soglia dei 10 euro dal novembre del 2010.