Piazza Affari chiude in deciso rialzo, bene banche e colossi energia. Tonfo di WDF
Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo con il mercato che attende sempre di più il lancio del quantitative easing da parte della Bce, previsto per giovedì 22 gennaio. Le vendite, invece, si sono ancora abbattute copiose sulla Borsa svizzera all'indomani della mossa della Swiss National Bank che ha deciso di togliere il tetto minimo di 1,20 al cambio euro/franco svizzero. La moneta unica ha continuato la sua discesa nei confronti del dollari violando al ribasso quota 1,15 per la prima volta dall'autunno del 2003. La prossima settimana porterà anche alle elezioni politiche in Grecia dove oggi Eurobank e Alpha Bank hanno chiesto accesso al fondo di emergenza della Banca centrale ellenica. Il mercato ha snobbato la situazione di Atene e a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 2,17% a 19.254 punti.
Acquisti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 4,46% a 9,61 euro, Popolare dell'Emilia Romagna l'1,20% a 5,04 euro, Popolare di Milano l'1,38% a 0,588 euro, Intesa SanPaolo l'1,06% a 2,488 euro, Ubi Banca lo 0,82% a 5,545 euro, Unicredit il 2,26% a 5,195 euro. Ben comprati anche i due colossi pubblici dell'energia: Eni ha mostrato un progresso del 2,36% a 14,33 euro, mentre Enel è avanzata del 2,10% a 3,694 euro. Brillante Finmeccanica (+3,55% a 8,46 euro) in attesa degli ultimi sviluppi nella partita per la cessione del polo trasporti. FCA (+1,85% a 10,45 euro) ha sfruttato i dati sulle vendite di auto in Europa: nel 2014 il Lingotto ha immatricolato quasi 768 mila vetture, il 3,5% in più rispetto all'anno precedente. In dicembre FCA ha venduto circa 56 mila auto (+7,2% rispetto al dicembre 2013).
Tonfo di WDF (-5,18% a 8,145 euro) all'indomani della presentazione del piano industriale 2015-2017. Ieri invece la Borsa aveva reagito bene alla pubblicazione del budget triennale, che punta a raggiungere 3 miliardi di ricavi nel 2017 e un Ebitda a 335 milioni. L'azione ha risentito delle bocciature giunte questa mattina da parte degli analisti.
Acquisti sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 4,46% a 9,61 euro, Popolare dell'Emilia Romagna l'1,20% a 5,04 euro, Popolare di Milano l'1,38% a 0,588 euro, Intesa SanPaolo l'1,06% a 2,488 euro, Ubi Banca lo 0,82% a 5,545 euro, Unicredit il 2,26% a 5,195 euro. Ben comprati anche i due colossi pubblici dell'energia: Eni ha mostrato un progresso del 2,36% a 14,33 euro, mentre Enel è avanzata del 2,10% a 3,694 euro. Brillante Finmeccanica (+3,55% a 8,46 euro) in attesa degli ultimi sviluppi nella partita per la cessione del polo trasporti. FCA (+1,85% a 10,45 euro) ha sfruttato i dati sulle vendite di auto in Europa: nel 2014 il Lingotto ha immatricolato quasi 768 mila vetture, il 3,5% in più rispetto all'anno precedente. In dicembre FCA ha venduto circa 56 mila auto (+7,2% rispetto al dicembre 2013).
Tonfo di WDF (-5,18% a 8,145 euro) all'indomani della presentazione del piano industriale 2015-2017. Ieri invece la Borsa aveva reagito bene alla pubblicazione del budget triennale, che punta a raggiungere 3 miliardi di ricavi nel 2017 e un Ebitda a 335 milioni. L'azione ha risentito delle bocciature giunte questa mattina da parte degli analisti.