Zona Euro: Bce non dovrebbe rivedere stime di crescita, focus potrebbe essere spostato su output gap e disoccupazione
"Non riteniamo che gli ultimi sviluppi possano spingere la Banca centrale europea ad aggiornare le stime di crescita". È quanto si legge in una nota preparata da Carsten Brzeski di ING in vista del meeting della Bce di domani. Alla luce dell'andamento dei prezzi al consumo, stando alla stima diffusa oggi da Eurostat a maggio l'inflazione ha evidenziato un incremento dello 0,3% annuo (0,0% ad aprile, consenso +0,2%), "la Bce potrebbe a un certo punto spiegare meglio le tempistiche e le condizioni cui è soggetto il piano di Quantitative Easing".
"Credo che la Bce abbia già iniziato a preparare il terreno enfatizzando il fatto che non reagirà a singole indicazioni" e il prossimo passo potrebbe essere quello di "minimizzare l'andamento dei prezzi energetici". Nel complesso, per rispettare la promessa di continuare gli acquisti di asset fino a settembre 2016, "la Bce potrebbe spostare l'attenzione sull'output gap e o sull'andamento della disoccupazione".
"Credo che la Bce abbia già iniziato a preparare il terreno enfatizzando il fatto che non reagirà a singole indicazioni" e il prossimo passo potrebbe essere quello di "minimizzare l'andamento dei prezzi energetici". Nel complesso, per rispettare la promessa di continuare gli acquisti di asset fino a settembre 2016, "la Bce potrebbe spostare l'attenzione sull'output gap e o sull'andamento della disoccupazione".