Piazza Affari chiude in ribasso, deboli le banche. Mediaset ancora positiva
Piazza Affari ha chiuso in ribasso dopo la brillante performance di ieri, favorita dalla decisione di Alexis Tsipras di rinnovare il team di tecnici greci impegnati nelle trattative con i creditori internazionali per trovare un punto d'intesa sulla lista di riforme, necessaria a sbloccare gli aiuti da 7,2 miliardi di euro. Gli investitori restano in attesa degli sviluppi sulla situazione di Atene e della riunione della Federal Reserve, che si concluderà domani sera. Il listino milanese ha aumentato le perdite dopo la fiducia dei consumatori Usa di aprile, scesa a 95,2 punti dai 101,4 punti di marzo. Il deludente dato ha indebolito l'euro con il cambio euro/dollaro che si è portato sopra 1,10. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha perso l'1,15% a 23.532 punti.
Deboli i titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto l'1,04% a 0,568 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,59% a 7,31 euro, Intesa SanPaolo il 2,15% a 3,088 euro, Mediobanca il 2,27% a 8,60 euro, Ubi Banca il 3,21% a 7,23 euro, Unicredit lo 0,76% a 6,50 euro. Male due dei principali player industriali del Paese: FCA ha lasciato sul parterre il 3,06% a 14,84 euro, mentre Finmeccanica ha mostrato una flessione del 2,34% a 11,66 euro. Positiva Prysmian (+1,21% a 19,20 euro) in scia ai conti della rivale Nexans. Dopo l'exploit di ieri Mediaset ha guadagnato lo 0,55% a 4,71 euro, galvanizzata in questi giorni dalle indiscrezioni della stampa francese. Secondo La Lettre de l'Expansion, una delle possibili prede di Vivendi è proprio Mediaset. Invariata Eni (a 17,38 euro) alla vigilia del test dei conti relativi al primo trimestre del 2015. Terna (-0,32% a 4,292 euro) non ha sfruttato la promozione a buy da hold da parte degli analisti di Berenberg.
Deboli i titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto l'1,04% a 0,568 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 2,59% a 7,31 euro, Intesa SanPaolo il 2,15% a 3,088 euro, Mediobanca il 2,27% a 8,60 euro, Ubi Banca il 3,21% a 7,23 euro, Unicredit lo 0,76% a 6,50 euro. Male due dei principali player industriali del Paese: FCA ha lasciato sul parterre il 3,06% a 14,84 euro, mentre Finmeccanica ha mostrato una flessione del 2,34% a 11,66 euro. Positiva Prysmian (+1,21% a 19,20 euro) in scia ai conti della rivale Nexans. Dopo l'exploit di ieri Mediaset ha guadagnato lo 0,55% a 4,71 euro, galvanizzata in questi giorni dalle indiscrezioni della stampa francese. Secondo La Lettre de l'Expansion, una delle possibili prede di Vivendi è proprio Mediaset. Invariata Eni (a 17,38 euro) alla vigilia del test dei conti relativi al primo trimestre del 2015. Terna (-0,32% a 4,292 euro) non ha sfruttato la promozione a buy da hold da parte degli analisti di Berenberg.