Piazza Affari chiude in deciso ribasso, male il lusso. Pesante Eni
Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso aumentando le perdite sul finale di seduta in scia all'andamento negativo di Wall Street. Il listino milanese aveva recuperato terreno in mattinata dopo l'approvazione del Bundestag al terzo piano di salvataggio greco da 86 miliardi di euro. I voti favorevoli al Parlamento tedesco sono stati 454. Poi nel pomeriggio l'inaspettato rialzo delle scorte settimanali Usa di petrolio si è fatto sentire a New York e a Piazza Affari, in particolare su Eni. Questa mattina si sono avvertite ancora turbolenze sulla Borsa di Shanghai: l'indice Composite, che ieri era crollato con un -6,15%, oggi è arrivato a perdere fino a 5 punti percentuali per poi recuperare nel finale e strappare un rialzo di oltre l'1%. Questa sera l'attesa è per la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Fed. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell'1,77% a 22.975 punti.
Tra le banche riflettori su Mps (-0,41% a 1,933 euro) dopo le indiscrezioni riportate questa mattina da Il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano di via Solferino, all'interno della banca senese si starebbe facendo strada l'ipotesi di presentarsi a settembre al cospetto della Bce e di far sapere di voler procedere in autonomia sulla strada del rilancio. Un'idea nata soprattutto dopo i conti del primo semestre che hanno registrato il ritorno all'utile. La ricerca di un partner era una delle condizioni imposte da Francoforte e, secondo il CorSera, Rocca Salimbeni non tenterà comunque forzature e rispetterà in ogni caso le decisioni della Bce. Nel settore bancario acquisti su Banco Popolare (+0,55% a 16,25 euro), Popolare dell'Emilia Romagna (+0,43% a 8,15 euro) e Ubi Banca (+0,47% a 7,39 euro). In territorio negativo Intesa SanPaolo che ha perso l'1,67% a 3,402 euro.
Male il settore del lusso che si conferma il più sensibile alle turbolenze del mercato cinese: Tod's ha perso il 3,08% a 86,35 euro, Luxottica è arretrata del 2,74% a 63,70 euro mentre Salvatore Ferragamo ha segnato un ribasso del 3,08% a 27 euro. Ancora pesante Eni (-2,98% a 14,93 euro) con il petrolio Wti che si conferma sotto quota 42 dollari al barile, ai minimi dal febbraio 2009 quando scivolò sotto quota 40 dollari. Infine CNH Industrial ha proseguito il trend ribassista chiudendo la seduta con una flessione del 2,71% a 7,53 euro.
Tra le banche riflettori su Mps (-0,41% a 1,933 euro) dopo le indiscrezioni riportate questa mattina da Il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano di via Solferino, all'interno della banca senese si starebbe facendo strada l'ipotesi di presentarsi a settembre al cospetto della Bce e di far sapere di voler procedere in autonomia sulla strada del rilancio. Un'idea nata soprattutto dopo i conti del primo semestre che hanno registrato il ritorno all'utile. La ricerca di un partner era una delle condizioni imposte da Francoforte e, secondo il CorSera, Rocca Salimbeni non tenterà comunque forzature e rispetterà in ogni caso le decisioni della Bce. Nel settore bancario acquisti su Banco Popolare (+0,55% a 16,25 euro), Popolare dell'Emilia Romagna (+0,43% a 8,15 euro) e Ubi Banca (+0,47% a 7,39 euro). In territorio negativo Intesa SanPaolo che ha perso l'1,67% a 3,402 euro.
Male il settore del lusso che si conferma il più sensibile alle turbolenze del mercato cinese: Tod's ha perso il 3,08% a 86,35 euro, Luxottica è arretrata del 2,74% a 63,70 euro mentre Salvatore Ferragamo ha segnato un ribasso del 3,08% a 27 euro. Ancora pesante Eni (-2,98% a 14,93 euro) con il petrolio Wti che si conferma sotto quota 42 dollari al barile, ai minimi dal febbraio 2009 quando scivolò sotto quota 40 dollari. Infine CNH Industrial ha proseguito il trend ribassista chiudendo la seduta con una flessione del 2,71% a 7,53 euro.