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Piazza Affari chiude in rialzo, bene banche e Atlantia

Pubblicato 17 Agosto 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:58
Piazza Affari ha chiuso in rialzo riprendendosi nel finale dopo un calo a metà pomeriggio in scia all'indice Empire, che misura l'attività manifatturiera di New York, che è scivolato ai minimi dall'aprile 2009. Nel frattempo sale l'attesa per i verbali dell'ultima riunione della Fed, che verranno pubblicati mercoledì sera, con l'attenzione degli investitori che resta legata alla tempistica del primo rialzo dei tassi dal 2006. Il listino milanese ha apprezzato il via libera da parte dell'Eurogruppo al terzo piano di salvataggio della Grecia da 86 miliardi di euro. Ora diversi Parlamenti nazionali, tra cui quello tedesco, dovranno approvare l'accordo prima del 20 agosto, giorno in cui la Grecia dovrà rimborsare 3,2 miliardi di euro alla Bce. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,68% a 23.407 punti.

Brillante Atlantia (+1,66% a 25,09 euro) dopo i dati pubblicati venerdì dall'Enac che hanno mostrato come i passeggeri che da inizio anno fino all'11 agosto hanno utilizzato l'aeroporto di Roma Fiumicino sono stati circa 25 milioni, il 7% circa in più rispetto all'analogo periodo del 2014. Nello specifico, dal 1° gennaio al 6 maggio 2015, i passeggeri sono stati oltre 12 milioni, con un aumento dell'8,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dal 7 maggio, giorno dell'incendio, all'11 agosto 2015 sono stati circa 13 milioni, in incremento del 6%. Nel comparto del lusso, che la scorsa settimana aveva risentito delle decisioni di politica monetaria della Banca centrale cinese, hanno chiuso in positivo Tod's (+1,68% a 90,40 euro) e Ferragamo (+1,08% a 27,89 euro), mentre Moncler ha lasciato sul parterre lo 0,58% a 17,13 euro.

Positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato l'1,46% a 15,98 euro, Intesa SanPaolo l'1,18% a 3,428 euro, Ubi Banca il 2,36% a 7,345 euro e Unicredit lo 0,64% a 6,23 euro. Settore oil sotto pressione con il petrolio Wti che, per buona parte della seduta, è rimasto sotto quita 42 dollari al barile aggiornando i minimi dal febbraio del 2009, quando il greggio scivolò sotto la soglia dei 40 dollari al barile. La debolezza del greggio si è fatta sentire in modo particolare su Eni, che ha perso lo 0,06% a 15,54 euro, e su Saipem, che è arretrata dello 0,45% a 7,72 euro.