Payrolls e petrolio penalizzano Wall Street
Maggiori probabilità di un incremento del costo del denaro statunitense a settembre e la nuova debolezza del greggio spingono al ribasso i listini a stelle e strisce. Le nuove indicazioni positive dal mercato del lavoro a luglio, il saldo delle buste paga è risultato positivo per 215 mila unità (consenso 225 mila unità) e il tasso di disoccupazione si è confermato al 5,3%, rafforzano la posizione di chi, all'interno del board della Fed, spinge per il primo rialzo dei Fed Funds dal 2006 nel corso della riunione di settembre.
Indicazioni ribassiste per i listini arrivano anche dalla nuova ondata di vendite sul Wti, il benchmark petrolifero a stelle e strisce, in rosso dell'1,4% a 44 dollari il barile. A farne le spese è il comparto energetico e quello dei titoli legati alle risorse di base (entrambi in calo dello 0,8%).
In questo contesto il Dow Jones segna un calo dello 0,75%, lo S&P arretra dello 0,7% e il Nasdaq lascia sul parterre un punto percentuale.
Indicazioni ribassiste per i listini arrivano anche dalla nuova ondata di vendite sul Wti, il benchmark petrolifero a stelle e strisce, in rosso dell'1,4% a 44 dollari il barile. A farne le spese è il comparto energetico e quello dei titoli legati alle risorse di base (entrambi in calo dello 0,8%).
In questo contesto il Dow Jones segna un calo dello 0,75%, lo S&P arretra dello 0,7% e il Nasdaq lascia sul parterre un punto percentuale.