Borse europee con il segno più, tonfo di Barclays e rally del LSE
Gli operatori scommettono su nuove misure espansive della Bce. Segno più per l'azionario del vecchio continente (+0,78% del Ftse100, +1,73% del Dax, +0,79% del Cac40) in scia delle ulteriori misure espansive che la Bce potrebbe approvare nel meeting in calendario il 10 marzo. Bancari sotto pressione causa il tonfo di Barclays che ha visto l'utile lordo 2015 scendere dell'8% e, restando nella City, -3,29% di Glencore che ha chiuso l'esercizio 2015 con un rosso di 4,96 miliardi di dollari, contro i +2,3 miliardi del 2014. Andamento diametralmente opposto per il London Stock Exchange Group (+8,48%) che capitalizza l'interessamento dell'Intercontinental Exchange.
A Milano il Ftse Mib quota 17.866 punti, l'1,38% in più rispetto al dato precedente. Due i segni meno sul listino principale: il -0,65% di Cnh e il -0,4% del Banco Popolare che ieri ha annunciato di aver perfezionato la cessione dell'intero capitale sociale di Banco Popolare Luxembourg a Banque Havilland per 21,5 milioni di euro.
Acquisti invece su Saipem (+1,92%) ed Eni (+2,01%) in scia del recupero del petrolio (+0,44% del Brent a 36,74 dollari il barile). Barclays ha alzato la valutazione sul cane a sei zampe ad "equalweight". In particolare evidenza anche Atlantia (4,34%) su rumor di stampa relativi il possibile ingresso di nuovi soci e FCA (+3,23%) in attesa dei dati sulle immatricolazioni a febbraio. "Siamo in buone condizioni, non ho brutte notizie da darvi", ha detto il Ceo Marchionne da Ginevra. Denaro anche su Campari (+6,96%) che ha chiuso l'esercizio 2015 con un utile netto in aumento del 36,1% a 175,4 milioni di euro e vendite nette in crescita del +6,2% a 1.656,8 milioni. Il Cda della società ha deliberato di proporre all'Assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,09 euro per azione, in aumento del +12,5% rispetto al 2014.
In agenda macro il tasso di disoccupazione di Eurolandia, sceso al 10,3% dal 10,4% di dicembre, e il Pil italiano, salito dello 0,8% nel 2015. Il Pmi manifatturiero dell'area euro a febbraio si è attestato a 51,2 punti, contro i 52,3 punti di gennaio, mentre quello relativo la Gran Bretagna è sceso da 52,9 a 50,8 punti.
A Milano il Ftse Mib quota 17.866 punti, l'1,38% in più rispetto al dato precedente. Due i segni meno sul listino principale: il -0,65% di Cnh e il -0,4% del Banco Popolare che ieri ha annunciato di aver perfezionato la cessione dell'intero capitale sociale di Banco Popolare Luxembourg a Banque Havilland per 21,5 milioni di euro.
Acquisti invece su Saipem (+1,92%) ed Eni (+2,01%) in scia del recupero del petrolio (+0,44% del Brent a 36,74 dollari il barile). Barclays ha alzato la valutazione sul cane a sei zampe ad "equalweight". In particolare evidenza anche Atlantia (4,34%) su rumor di stampa relativi il possibile ingresso di nuovi soci e FCA (+3,23%) in attesa dei dati sulle immatricolazioni a febbraio. "Siamo in buone condizioni, non ho brutte notizie da darvi", ha detto il Ceo Marchionne da Ginevra. Denaro anche su Campari (+6,96%) che ha chiuso l'esercizio 2015 con un utile netto in aumento del 36,1% a 175,4 milioni di euro e vendite nette in crescita del +6,2% a 1.656,8 milioni. Il Cda della società ha deliberato di proporre all'Assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,09 euro per azione, in aumento del +12,5% rispetto al 2014.
In agenda macro il tasso di disoccupazione di Eurolandia, sceso al 10,3% dal 10,4% di dicembre, e il Pil italiano, salito dello 0,8% nel 2015. Il Pmi manifatturiero dell'area euro a febbraio si è attestato a 51,2 punti, contro i 52,3 punti di gennaio, mentre quello relativo la Gran Bretagna è sceso da 52,9 a 50,8 punti.