News Asset Class Indici e quotazioni Piazza Affari chiude in ribasso (ma lontano dai minimi) dopo dati mercato lavoro Usa

Piazza Affari chiude in ribasso (ma lontano dai minimi) dopo dati mercato lavoro Usa

Pubblicato 6 Maggio 2016 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:49
Piazza Affari ha chiuso in ribasso, ma sopra i minimi di seduta, in una seduta caratterizzata dai dati sul mercato del lavoro statunitense. Ad aprile il saldo delle buste paga nei settori non agricoli, le cosiddette non farm payrolls, ha evidenziato un incremento di 160 mila unità. Gli analisti avevano stimato un aumento di circa 200 mila unità. Per le payrolls si tratta della crescita minore dallo scorso mese di settembre. Particolarmente significativo l'andamento dei salari mensili: l'indice annuo è salito del 2,5%, decisamente al di sopra del range 1,9-2,2% che caratterizza questo dato dal 2012. E così l'indice Ftse Mib, che subito dopo la pubblicazione dei dati era scivolato fino a 17.592 punti, ha recuperato parte delle perdite archiviando la seduta con un ribasso dello 0,45% a 17.842 punti. Lunedì da monitorare l'Ecofin che discuterà del piano di salvataggio della Grecia e l'inflazione cinese.

Banche positive: Montepaschi ha guadagnato il 2,37% a 0,648 euro, Banco Popolare il 4,29% a 5,475 euro e Ubi Banca l'1,29% a 3,30 euro. Positiva anche Intesa SanPaolo (+0,27% a 2,226 euro) dopo una seduta volatile in scia ai conti del primo trimestre chiuso con un utile netto di 806 milioni di euro, in calo dagli 1,06 miliardi di un anno fa ma decisamente oltre le attese degli analisti. L'utile netto è già superiore al 50% di 3 miliardi di euro di dividendi indicati per l'esercizio 2016. Il flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis è risultato in forte riduzione a 1,6 miliardi di euro, sui valori più bassi dal 2007. Ancora in deciso ribasso Azimut (-1,61% a 19,51 euro) all'indomani dei conti del primo trimestre che ha evidenziato un deciso calo dei ricavi a 133,2 milioni di euro dai 238,2 milioni di un anno fa, mentre l'utile netto si è attestato a 20,3 milioni dai 127,8 milioni dei primi tre mesi del 2015. Questa mattina gli analisti di Mediobanca hanno tagliato il giudizio sul titolo Azimut a neutral dal precedente outperform.

Seduta negativa per Eni che ha lasciato sul parterre lo 0,81% a 13,55 euro. Tra i peggiori sull'indice Ftse Mib da segnalare CNH Industrial (-2,84% a 6,15 euro) e Finmeccanica (-2,81% a 10,39 euro). Nonostante ciò, gli analisti di Equita hanno ribadito il buy su Finmeccanica fissando il target price a 15,5 euro. "Alziamo il sovrappeso in portafoglio ritenendo che il contratto per gli Eurofighter al Kuwait aumenti significativamente la visibilità e i timori per il rallentamento degli elicotteri (inevitabile a causa del mercato) sia già scontato", hanno spiegato gli esperti. Debole anche Salvatore Ferragamo (-1,72% a 19,38 euro) dopo che gli analisti di RBC Capital hanno tagliato la raccomandazione sul titolo a underperform.