Borse europee sopra la parità, a Milano denaro su Mps e Mediaset
In attesa dei numeri relativi il mercato del lavoro statunitense di domani, le borse europee provano a capitalizzare l'impennata delle quotazioni del greggio. Al Nymex il Wti segna un +3,2% a 45,18 dollari il barile in scia dell'incendio che nella provincia canadese di Alberta minaccia la produzione di greggio mentre all'ICE il Brent sale del 2,53% a 45,75 dollari spinto dall'escalation della tensione in Libia.
In agenda macro il Pmi servizi cinese, sceso ad aprile da 52,2 a 51,8 punti e quello britannico, passato da 53,7 a 52,3. Nel corso del pomeriggio arriverà il consueto aggiornamento statunitense sull'andamento delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione.
Di poco sopra la parità il listino londinese (+0,05%) e quello francese (+0,15%) mentre il Dax sale dello 0,41%. Guadagni più consistenti a Madrid dove l'Ibex segna un incremento di oltre un punto percentuale.
A livello di singole performance, -0,31% per Barclays che ha annunciato la vendita del 12,2% di Barclays Africa Group per un controvalore di 603 milioni di sterline. Sempre sul listino della City, +3,59% per BT che ha registrato una crescita del fatturato di sei punti percentuali.
A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,66% a 18.053 punti in scia dei rialzi registrati sul comparto energetico e tra i bancari. Nel primo spicca il +1,94% di Eni, spinta dal rialzo del petrolio e dalla decisione di Citi di includere il titolo nella Focus List Europe. Segno più anche per Terna (+1,32%) dopo che Exane ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 4,60 euro.
Tra i bancari Mps guadagna il 4,85% in attesa dei numeri trimestrali. Secondo indiscrezioni, l'istituto senese sarebbe in procinto di creare una piattaforma per la gestione delle sofferenze da affidare a un fondo internazionale. +2,7% invece per Mediaset dopo che Morgan Stanley ha alzato il target price sulla controllata spagnola, che ieri ha presentato i conti, da 12 a 13 euro con rating "overweight".
In agenda macro il Pmi servizi cinese, sceso ad aprile da 52,2 a 51,8 punti e quello britannico, passato da 53,7 a 52,3. Nel corso del pomeriggio arriverà il consueto aggiornamento statunitense sull'andamento delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione.
Di poco sopra la parità il listino londinese (+0,05%) e quello francese (+0,15%) mentre il Dax sale dello 0,41%. Guadagni più consistenti a Madrid dove l'Ibex segna un incremento di oltre un punto percentuale.
A livello di singole performance, -0,31% per Barclays che ha annunciato la vendita del 12,2% di Barclays Africa Group per un controvalore di 603 milioni di sterline. Sempre sul listino della City, +3,59% per BT che ha registrato una crescita del fatturato di sei punti percentuali.
A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,66% a 18.053 punti in scia dei rialzi registrati sul comparto energetico e tra i bancari. Nel primo spicca il +1,94% di Eni, spinta dal rialzo del petrolio e dalla decisione di Citi di includere il titolo nella Focus List Europe. Segno più anche per Terna (+1,32%) dopo che Exane ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 4,60 euro.
Tra i bancari Mps guadagna il 4,85% in attesa dei numeri trimestrali. Secondo indiscrezioni, l'istituto senese sarebbe in procinto di creare una piattaforma per la gestione delle sofferenze da affidare a un fondo internazionale. +2,7% invece per Mediaset dopo che Morgan Stanley ha alzato il target price sulla controllata spagnola, che ieri ha presentato i conti, da 12 a 13 euro con rating "overweight".