Borse europee con il segno più, a Milano bene Saipem dopo i conti
Rimbalzo delle borse europee in scia della chiusura positiva di Wall Street. Ancora segno meno per il greggio che all'ICE segna un calo dell'1,28% a 34,62 dollari il barile. A Francoforte il Dax registra un incremento dell'1,35% mentre il listino francese sale del 2,2%. Andamento similare anche per l'Ibex (+2,64%) e per il Ftse100 (+2,27%). Sul listino della City spicca il +9,97% di Lloyds Banking Group che ha annunciato una crescita dell'utile annuo del 5% mentre in Germania Deutsche Telekom sale dello 0,97% (utile netto di 946 milioni di euro nel Q4, contro il rosso da 110 milioni precedente) e Bayer lascia sul campo il 2,83% nonostante un utile netto più che raddoppiato nell'ultimo scorcio del 2015. +2,69% sul listino francese per Axa che nel 2015 ha registrato un risultato netto di 5,61 miliardi di euro, +12% (+3% a tassi di cambio costanti) rispetto all'anno precedente.
+2,6% del milanese Ftse Mib che sale a 17.154 punti. Spicca il +4,15% di Telecom Italia in attesa del via libera delle autorità alla cessione degli asset in Argentina. Nel comparto energetico +2,46% di Saipem che ha battuto le stime in termini di ricavi ed Ebit e confermato le stime 2016. Segno più in scia dei conti anche per Prysmian, che nell'esercizio 2015 ha registrato ricavi di Gruppo per 7.361 milioni (+5,3%) e un utile netto di 214 milioni (da 115 milioni), e +2,45% di Tenaris nonostante un rosso 2015 di 74 milioni di dollari. Sul titolo Banca Akros ha ridotto la valutazione ad "accumulate" dal precedente "buy".
In agenda macro il Pil britannico, aumentato nel quarto trimestre dell'1,9% rispetto al corrispondente periodo del 2014 (+0,5% t/t), e quello spagnolo, +3,5% annuo e +0,8% trimestrale. Per quanto riguarda il nostro Paese, a febbraio l'indice del clima di fiducia dei consumatori è calato a 114,5 rispetto ai 118,6 del mese precedente e le vendite al dettaglio di dicembre hanno segnato una diminuisce dello 0,1% rispetto a novembre. L'inflazione nell'Eurozona si è attestata a gennaio allo 0,3% su base annua, secondo la lettura finale, in ribasso rispetto allo 0,4% della stima preliminare.
Questa mattina il Tesoro italiano ha collocato Bot a 6 mesi per complessivi 6,25 miliardi di euro ad un rendimento negativo dello 0,042%, in lieve risalita rispetto al -0,08% dell'asta dello scorso 27 gennaio. Le richieste sono state pari a 10,85 miliardi di euro per un rapporto bid-to-cover di 1,74, in crescita dall'1,65 della precedente asta.
Nel corso del pomeriggio appuntamento con le nuove richieste di sussidio statunitensi, con l'indice che misura l'andamento degli ordini di beni durevoli e con quello relativo i prezzi delle abitazioni.
+2,6% del milanese Ftse Mib che sale a 17.154 punti. Spicca il +4,15% di Telecom Italia in attesa del via libera delle autorità alla cessione degli asset in Argentina. Nel comparto energetico +2,46% di Saipem che ha battuto le stime in termini di ricavi ed Ebit e confermato le stime 2016. Segno più in scia dei conti anche per Prysmian, che nell'esercizio 2015 ha registrato ricavi di Gruppo per 7.361 milioni (+5,3%) e un utile netto di 214 milioni (da 115 milioni), e +2,45% di Tenaris nonostante un rosso 2015 di 74 milioni di dollari. Sul titolo Banca Akros ha ridotto la valutazione ad "accumulate" dal precedente "buy".
In agenda macro il Pil britannico, aumentato nel quarto trimestre dell'1,9% rispetto al corrispondente periodo del 2014 (+0,5% t/t), e quello spagnolo, +3,5% annuo e +0,8% trimestrale. Per quanto riguarda il nostro Paese, a febbraio l'indice del clima di fiducia dei consumatori è calato a 114,5 rispetto ai 118,6 del mese precedente e le vendite al dettaglio di dicembre hanno segnato una diminuisce dello 0,1% rispetto a novembre. L'inflazione nell'Eurozona si è attestata a gennaio allo 0,3% su base annua, secondo la lettura finale, in ribasso rispetto allo 0,4% della stima preliminare.
Questa mattina il Tesoro italiano ha collocato Bot a 6 mesi per complessivi 6,25 miliardi di euro ad un rendimento negativo dello 0,042%, in lieve risalita rispetto al -0,08% dell'asta dello scorso 27 gennaio. Le richieste sono state pari a 10,85 miliardi di euro per un rapporto bid-to-cover di 1,74, in crescita dall'1,65 della precedente asta.
Nel corso del pomeriggio appuntamento con le nuove richieste di sussidio statunitensi, con l'indice che misura l'andamento degli ordini di beni durevoli e con quello relativo i prezzi delle abitazioni.