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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, a picco le banche

Pubblicato 24 Febbraio 2016 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:46
Piazza Affari ha chiuso ancora in deciso ribasso aumentando le perdite in scia all'andamento negativo di Wall Street e all'estrema volatilità del petrolio. Negli Stati Uniti il dato sulla vendite di nuove case a gennaio ha mostrato un calo a 494 mila unità, peggio delle attese che indicavano 522 mila unità. Il greggio continua a condizionare le performance dei listini azionari: le scorte settimanali statunitensi si sono attestati a 507,6 milioni di barile, 3,5 milioni di barili in più rispetto alla scorsa settimana. Il rischio Brexit ha continuato a farsi sentire sulla sterlina: il pound è sceso sotto 1,40 dollari per la prima volta dal 2009. La debolezza dell'azionario ha fatto scattare gli acquisti sui titoli di Stato: il rendimento del Treasury decennale ha toccato i minimi dell'ultimo anno all'1,65%, mentre il tasso del Bund è sceso sotto 0,15%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha perso il 2,58% a 16.719 punti.

Pesanti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 5,18% a 7,31 euro, Montepaschi il 5,58% a 0,515 euro, Popolare di Milano il 5,22% a 0,608 euro, Intesa SanPaolo il 3,76% a 2,252 euro, Ubi Banca il 3,63% a 3,394 euro. Tonfo di STM (-5,20% a 5,01 euro) con Moody's che ha tagliato il giudizio sul debito della società dei chip a Ba1 dal precedente Baa3. La sforbiciata è dettata da risultati attesi per il 2016 e dall'esposizione del gruppo a mercati ciclici come quello dell'automotive e industriale. Secondo Moody's, STM sarebbe ben posizionata per trarre vantaggio da maggiori volumi di vendita e da un miglioramento dei tassi di utilizzo degli impianti, tuttavia "tale situazione non è nel nostro scenario base", su cui pesano le incertezze per la crescita economica globale. In profondo rosso Mediaset (-5,70% a 3,006 euro) che nelle ultime sedute aveva sfruttato i nuovi rumors sul possibile interesse da parte di Vivendi sulla pay-tv Mediaset Premium.

Male Finmeccanica (-3,68% a 9,145 euro) nonostante abbia raggiunto con Panama un accordo che pone fine ai contenziosi relativi a contratti assegnati, nel 2010, a Selex ES e a Telespazio, nell'ambito dell'intesa intergovernativa del 30 giugno 2010 tra Italia e Panama, e volti, insieme ad un altro contratto assegnato ad AgustaWestland, a dotare il Paese centroamericano di un sistema integrato di vigilanza costiera per la lotta ai traffici illegali. Prysmian ha perso l'1,27% a 17,74 euro dopo aver chiuso il 2015 con un utile netto di 214 milioni di euro, in decisa crescita rispetto ai 115 milioni del precedente esercizio. I ricavi sono aumentati del 7,6% a 7,36 miliardi di euro.