Listini europei euforici dopo la mossa a sorpresa della Banca centrale svizzera
Borse europee positive in una seduta pesantemente condizionata dalla decisione della Swiss National Bank di eliminare la soglia di 1,20 nel cambio tra euro e franco svizzero e di portare il tasso benchmark al -0,75%, dal -0,25% precedente. "Il sentore che la SNB non sarebbe stata in grado più di difendere il floor era emerso già la scorsa settimana, quando si era diffusa la notizia del nuovo record in valuta estera raggiunto dalla Banca centrale (quasi 500 miliardi di dollari)", ha commentato Vincenzo Longo, Market Strategist di IG.
La mossa della Banca centrale elvetica potrebbe preludere a un QE sovrano targato Bce più ampio dei 500 miliardi di euro attesi dal mercato (c'è chi parla di mille miliardi). La SNB ha deciso "di anticipare un eventuale fallimento nella difesa del floor", rileva Longo.
Londra ha terminato in rialzo dell'1,73% a 6.498,78 punti mentre l'indice spagnolo, l'Ibex, è salito dell'1,39% a 9.982,5. Guadagni superiori ai due punti percentuali per Dax e Cac40, in rialzo rispettivamente del 2,2 e del 2,37 per cento a 10.032,61 e 4.323,2 punti.
Particolarmente ricca di dati l'agenda macro. A novembre il surplus della bilancia commerciale europea è salito da 19,6 a 20 miliardi (consenso 21,3 mld) mentre i prezzi alla produzione statunitensi a dicembre hanno fatto registrare il calo congiunturale maggiore degli ultimi tre anni (-0,3% m/m). Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, crescita da 297 a 316 mila per le nuove richieste di sussidio, aumento da -3,6 a 10 punti per l'indice relativo il manifatturiero dell'area di New York e tonfo da 24,5 a 6,3 punti per il corrispondente indicatore relativo il distretto di Philadelphia.
La mossa della Banca centrale elvetica potrebbe preludere a un QE sovrano targato Bce più ampio dei 500 miliardi di euro attesi dal mercato (c'è chi parla di mille miliardi). La SNB ha deciso "di anticipare un eventuale fallimento nella difesa del floor", rileva Longo.
Londra ha terminato in rialzo dell'1,73% a 6.498,78 punti mentre l'indice spagnolo, l'Ibex, è salito dell'1,39% a 9.982,5. Guadagni superiori ai due punti percentuali per Dax e Cac40, in rialzo rispettivamente del 2,2 e del 2,37 per cento a 10.032,61 e 4.323,2 punti.
Particolarmente ricca di dati l'agenda macro. A novembre il surplus della bilancia commerciale europea è salito da 19,6 a 20 miliardi (consenso 21,3 mld) mentre i prezzi alla produzione statunitensi a dicembre hanno fatto registrare il calo congiunturale maggiore degli ultimi tre anni (-0,3% m/m). Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, crescita da 297 a 316 mila per le nuove richieste di sussidio, aumento da -3,6 a 10 punti per l'indice relativo il manifatturiero dell'area di New York e tonfo da 24,5 a 6,3 punti per il corrispondente indicatore relativo il distretto di Philadelphia.