Seduta in deciso rialzo per Piazza Affari, acquisti su finanziari. Vola Ferrari
Piazza Affari ha chiuso la seduta in deciso rialzo accelerando nel finale in scia alla buona vena di Wall Street, con l'indice Dow Jones che in questo momento avanza di oltre 200 punti in area 16.400 punti. Forte rialzo del petrolio con il Wti che a New York balza di circa 6 punti percentuali sfiorando i 31 dollari al barile. L'attesa degli investitori è rivolta questa sera alla pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve che potrebbero alimentare le aspettative di un rialzo meno marcato dei tassi d'interesse da parte della Banca centrale Usa. Sul fronte macro il dato di gennaio della produzione industriale statunitense ha mostrato un progresso dello 0,9%, oltre le attese degli analisti che indicavano +0,4%. Questa mattina alla Borsa di Tokyo l'indice Nikkei ha perso circa l'1,4% scivolando sotto 16.000 punti complice la risalita dello yen. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo di circa 2,5 punti percentuali sopra 17.350 punti.
Gli acquisti hanno premiato ancora il comparto finanziario, nel quale hanno spiccato Anima Holding e Azimut con rialzi rispettivamente dell'8,66% a 6,335 euro e dell'8,16% a 17,35 euro. Brillante la galassia Agnelli: FCA ha guadagnato il 5,01% a 5,865 euro, CNH Industrial è avanzata del 4,30% a 5,935 euro e Ferrari ha mostrato un progresso del 10,63% a 34,53 euro. Il titolo del Cavallino Rampante ha sfruttato la notizia dell'ingresso nel capitale di George Soros, attraverso Sorso Fund Management, con 850 mila azioni (pari allo 0,45% di Ferrari). Gli analisti di Mediobanca hanno confermato il giudizio outperform sul titolo della casa di Maranello con target price a 50 euro e vedono Ferrari al riparo da ulteriori ribassi sia in termini di multipli sia di stime. La buona vena del petrolio si è fatta sentire sul settore oil: Eni ha guadagnato il 2,70% a 12,17 euro, Tenaris il 6,05% a 9,805 euro, Saipem il 9,19% a 0,337 euro.
Spunti di Poste Italiane (+4,03% a 5,795 euro) in scia alla decisione degli analisti di Equita di iniziare la copertura sul titolo con giudizio buy e target price a 8,30 euro. "Il business postale è in perdita per contrazione del mercato e alta base di costi fissi, mentre il business bancario non ha rischio di credito dato che investe i 40 miliardi di euro di raccolta in titoli di Stato", hanno scritto gli esperti di Equita secondo cui Poste Italiane "è il primo beneficiario del risk-off dei risparmiatori causa bail-in: stimiamo oltre 30 miliardi di euro di raccolta al 2019". Dopo il recente sell-off, secondo gli analisti di Equita il titolo tratta a un livello attraente "alla luce dell'alta visibilità nella crescita dell'Eps. Inoltre il pay-out di almeno l'80% implica uno yield di oltre il 6%". Infine riscatto di Telecom Italia che ha chiuso con un rialzo del 3,59% a 0,849 euro.
Gli acquisti hanno premiato ancora il comparto finanziario, nel quale hanno spiccato Anima Holding e Azimut con rialzi rispettivamente dell'8,66% a 6,335 euro e dell'8,16% a 17,35 euro. Brillante la galassia Agnelli: FCA ha guadagnato il 5,01% a 5,865 euro, CNH Industrial è avanzata del 4,30% a 5,935 euro e Ferrari ha mostrato un progresso del 10,63% a 34,53 euro. Il titolo del Cavallino Rampante ha sfruttato la notizia dell'ingresso nel capitale di George Soros, attraverso Sorso Fund Management, con 850 mila azioni (pari allo 0,45% di Ferrari). Gli analisti di Mediobanca hanno confermato il giudizio outperform sul titolo della casa di Maranello con target price a 50 euro e vedono Ferrari al riparo da ulteriori ribassi sia in termini di multipli sia di stime. La buona vena del petrolio si è fatta sentire sul settore oil: Eni ha guadagnato il 2,70% a 12,17 euro, Tenaris il 6,05% a 9,805 euro, Saipem il 9,19% a 0,337 euro.
Spunti di Poste Italiane (+4,03% a 5,795 euro) in scia alla decisione degli analisti di Equita di iniziare la copertura sul titolo con giudizio buy e target price a 8,30 euro. "Il business postale è in perdita per contrazione del mercato e alta base di costi fissi, mentre il business bancario non ha rischio di credito dato che investe i 40 miliardi di euro di raccolta in titoli di Stato", hanno scritto gli esperti di Equita secondo cui Poste Italiane "è il primo beneficiario del risk-off dei risparmiatori causa bail-in: stimiamo oltre 30 miliardi di euro di raccolta al 2019". Dopo il recente sell-off, secondo gli analisti di Equita il titolo tratta a un livello attraente "alla luce dell'alta visibilità nella crescita dell'Eps. Inoltre il pay-out di almeno l'80% implica uno yield di oltre il 6%". Infine riscatto di Telecom Italia che ha chiuso con un rialzo del 3,59% a 0,849 euro.