News Asset Class Indici e quotazioni Milano chiude l’ottava con il segno meno, comparto energetico in evidenza

Milano chiude l’ottava con il segno meno, comparto energetico in evidenza

Pubblicato 28 Agosto 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 14:36
Nonostante il rally delle piazze asiatiche, chiusura di ottava con il segno meno per il listino milanese. In attesa di indicazioni dal vertice dei banchieri centrali di Jackson Hole e alla luce dei forti rialzi di ieri il Ftse Mib ha chiuso l'ultima seduta della settimana con un rosso dello 0,93% a 21.993,74 punti.

Nel corso della prima parte il Tesoro italiano ha collocato Btp al 2020 per 2 miliardi di euro allo 0,84%, in lieve aumento rispetto allo 0,77% dell'asta precedente. Il bid-to-cover è passato da 1,62 a 1,53. Leggero aumento anche per rendimento del decennale, in crescita dall'1,83 all'1,95 per cento. Il tasso di copertura dei titoli, collocati per 4 miliardi di euro, si è attestato a 1,38, dall'1,42 dell'asta precedente. In fase di stabilizzazione lo spread Btp-Bund, sostanzialmente stabile in quota 120 punti, e il cambio eurodollaro, poco mosso a 1,1229 usd.

Per quanto riguarda il fronte macro, in linea con le stime la crescita britannica del secondo trimestre (+0,7%) e l'indice che misura l'andamento dei redditi statunitensi (+0,4% m/m a luglio). Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, peggio delle attese le spese dei consumatori (+0,3%) e il sentiment dei consumatori misurato dall'Università del Michigan (91,9 punti contro i 92,9 della stima preliminare).

A Piazza Affari spicca il tonfo del titolo Salvatore Ferragamo (-5,64% a 24,58 euro) all'indomani di conti semestrali. Nonostante risultati giudicati sostanzialmente in linea con le stime, il titolo della maison ha pagato pegno all'andamento del secondo trimestre, valutato leggermente deludente, e alla guidance sul fatturato. Deboli i bancari: lettera sul Banco Popolare (-2,15% a 15,49 euro), su Intesa Sanpaolo (-1,99% a 3,24 euro), Unicredit (-0,93% a 5,84 euro), Bpm (-1,3% a 0,95 euro) e Mediobanca (-1,04% a 9,02 euro). In controtendenza Mps (+0,37% a 1,88 euro). Dalle comunicazioni Consob emerge che Ubs Group detiene il 2,259% del capitale dell'istituto senese mentre Norges Bank possiede il 2,001%.

Sotto la parità anche Exor (-0,93% a 41,38 euro) nel giorno dei conti. La holding ha chiuso il primo semestre 2015 con un utile consolidato di 219,3 milioni, quasi quattro volte i 57,4 milioni del primo semestre 2014. La variazione positiva deriva principalmente, riporta la nota della società, "dalle maggiori plusvalenze realizzate nel semestre su cessioni di partecipazioni".

In luce Saipem (+4,16% a 8,38 euro) in scia dell'aggiudicazione di due nuovi contratti in Kuwait per un valore complessivo di 1,3 miliardi. Denaro anche su Eni (+0,49% a 14,41 euro) e Tenaris (+2,47% a 11,61 euro), su cui il Credit Suisse ha alzato la raccomandazione da "underperform" a "neutral".