Fiat, fase di correzione in vista dello sprint estivo (analisti)
Continua la fase di correzione del titolo Fiat che oggi viaggia nelle retrovie del Ftse Mib (-2,68% a 5,735 euro) che a inizio mese si era spinta fino a 6,47 euro. Il bilancio da inizio anno rimane ampiamente positivo (+49%). Oggi pesa il downgrade decretato da Ubs che ha portato il rating da buy a neutral.
"Il titolo sembra subire l'influsso negativo derivante dai giudizi di alcune Banche d'affari, in ultimo Ubs - commenta Vincenzo Longo - market strategist di IG - ma riteniamo che questi giudizi stanno creando l'opportunità di rientrare da quella fase di ipercomprato che aveva caratterizzato il rally di fine maggio". La view di IG è "cautelativamente positiva" sul titolo "e gli step che potrebbero portare alla fusione con Chrysler saranno il market mover durante l'estate, dato che a nostro avviso il prezzo già sconta la debolezza del business in Europa e le potenzialità di crescita in Usa e Sud America".
L'esperto di IG rimarca come il mercato sembri apprezzare più l'ipotesi di un finanziamento delle banche che un aumento di capitale, dato che quest'ultimo condurrebbe a una diluizione del capitale. Una soluzione intermedia potrebbe essere l'utilizzo della liquidità del gruppo, intorno ai 21 miliardi di euro, anche se in questo caso il rischio è di andare incontro a downgrade con ripercussioni nel medio lungo periodo.
"Il titolo sembra subire l'influsso negativo derivante dai giudizi di alcune Banche d'affari, in ultimo Ubs - commenta Vincenzo Longo - market strategist di IG - ma riteniamo che questi giudizi stanno creando l'opportunità di rientrare da quella fase di ipercomprato che aveva caratterizzato il rally di fine maggio". La view di IG è "cautelativamente positiva" sul titolo "e gli step che potrebbero portare alla fusione con Chrysler saranno il market mover durante l'estate, dato che a nostro avviso il prezzo già sconta la debolezza del business in Europa e le potenzialità di crescita in Usa e Sud America".
L'esperto di IG rimarca come il mercato sembri apprezzare più l'ipotesi di un finanziamento delle banche che un aumento di capitale, dato che quest'ultimo condurrebbe a una diluizione del capitale. Una soluzione intermedia potrebbe essere l'utilizzo della liquidità del gruppo, intorno ai 21 miliardi di euro, anche se in questo caso il rischio è di andare incontro a downgrade con ripercussioni nel medio lungo periodo.