Paesi emergenti: migliora il sentiment globale, ma valute e rendimenti perdono slancio
Riceviamo e pubblichiamo un estratto del report mensile sui mercati emergenti a cura di Raiffeisen Capital Management.
Panorama globale
L'atmosfera relativamente positiva a livello internazionale sui mercati azionari nell'ultimo
trimestre del 2012 è ulteriormente migliorata all'inizio dell'anno e di recente ha addirittura fatto
registrare dei valori estremamente ottimistici, come ad esempio negli USA. È interessante
notare che le quotazioni azionarie nei paesi emergenti, in generale, non hanno però potuto
quasi più trarne profitto. Alcuni mercati sono riusciti a guadagnare di nuovo (per esempio
Cina, Ungheria, Russia, Thailandia, Filippine), nonostante ciò, l'indice mondiale MSCI
dedicato ai mercati emergenti a fine gennaio ha registrato solo una leggera crescita rispetto al
valore di fine anno 2012.
Le obbligazioni dei mercati emergenti sono supportate tuttora da notevoli afflussi di
capitale. L'andamento verso l'alto di valute e rendimenti sta, però, perdendo slancio, ciò
sorprende poco, poiché nel frattempo possiedono soltanto più un potenziale abbastanza
limitato dal punto di vista delle valutazioni. Come per le azioni, anche qui bisogna aspettarsi
sempre più frequentemente delle correzioni dei corsi. A lungo termine, vale a dire per i
prossimi anni, le prospettive per azioni, obbligazioni e valute della maggior parte dei paesi
emergenti sono però ancora positive.
Approfondimento sui Paesi
Cina
Gli indicatori congiunturali cinesi confermano una ripresa della crescita economica nel 4°
trimestre del 2012 e lasciano prevedere un proseguimento di tale trend nei prossimi mesi. Nel
frattempo, le autorità stanno portando avanti le riforme del mercato finanziario. Di
conseguenza, in futuro verrà creato un mercato off-shore per le operazioni finanziarie in
renminbi a Taiwan, le cui regole si orienteranno a quelle già in vigore a Hong Kong. Inoltre, a
breve dovrebbe essere lanciato un secondo programma, che permetterà in futuro anche agli
investitori privati cinesi di investire a Hong Kong. I mercati azionari sul continente hanno
guadagnato altri 5 punti percentuali dopo il consistente aumento dei corsi di dicembre e anche
le azioni H di Hong Kong che stanno registrando un andamento forte da diversi mesi hanno
guadagnato il 6% circa. Hanno avuto un andamento particolarmente forte i titoli del settore
bancario e immobiliare. Gli aumenti delle quotazioni dovrebbero essere stati trainati in primo
luogo dagli afflussi di capitale estero - evidentemente molti investitori non vogliono
assolutamente perdersi un eventuale nuovo aumento delle azioni cinesi.
Tuttavia, noi riteniamo che le
prospettive siano molto più contenute. Gli aumenti dei corsi degli ultimi mesi farebbero
piuttosto parte di un processo di consolidamento lungo e complicato; al momento poco lascia
presupporre un sostanziale e duraturo aumento dei corsi.
India
Le quotazioni azionarie in India hanno registrato un forte rialzo negli ultimi mesi. Questo
sarebbe riconducibile soprattutto alle aspettative sui tagli dei tassi d'interesse e agli sviluppi
politici che - almeno dal punto di vista degli investitori - hanno sorpreso positivamente. Per
quanto riguarda la crescita economica però non si intravede al momento nessun trend al
rialzo. Da molto tempo l'economia indiana viene frenata da investimenti insufficienti nelle
capacità produttive e soprattutto nell'infrastruttura. Questo rappresenta un elemento
importante per l'andamento economico futuro. A questo proposito però non si intravede
ancora nessun reale miglioramento. Quindi, i settori che dipendono in modo particolare da
questi investimenti mostrano un andamento delle quotazioni azionarie abbastanza debole.
Poche settimane fa, la banca centrale ha abbassato sia i tassi d'interesse sia le riserve
obbligatorie per le banche di fronte alla mancata espansione economica e alla tendenza
inflazionistica positiva. Il tasso di crescita della massa monetaria e della concessione di
prestiti sono tuttora in forte discesa e rimane incerto, se il recente allentamento della politica
dei tassi d'interesse sia in grado di interrompere questo trend. Ad ogni modo, bisogna anche
considerare che il volume dei prestiti nel paese è raddoppiato negli ultimi 10 anni. Il mercato
azionario ha reagito in modo positivo ma contenuto al taglio dei tassi d'interesse atteso da
molto tempo e ha guadagnato il 2% circa.
Brasile
Le previsioni degli analisti sull'economia brasiliana vengono corrette sempre di più verso il
basso. Nel 2013 dovremmo assistere a una crescita economica intorno al 3% in termini reali -
tuttavia con rischi decisamente maggiori verso il basso che verso l'alto. L'economia potrebbe
crescere in modo leggermente più sostenuto verso la metà dell'anno al più presto, in
concomitanza con una ripresa degli investimenti. L'inflazione rimane un problema rilevante. Le
previsioni della banca centrale in proposito sembrano essere piuttosto ottimistiche. Poiché il
continuo boom della domanda interna, che non per ultimo viene trainata dai salari in aumento
e dal basso tasso di disoccupazione, dovrebbe causare una pressione continua verso l'alto
sui prezzi. Sono dunque poco probabili, almeno per ora, altri tagli dei tassi d'interesse da
parte della banca centrale. Il mercato azionario che a livello globale ha chiuso il 2012 molto
sotto la media, ha registrato un lieve calo del 2% circa.
Russia
I recenti dati congiunturali in Russia mostrano un leggero miglioramento, senza essere
però motivo di particolare euforia. L'indicatore anticipatore manifatturiero si trova di nuovo su
un livello di espansione e le vendite al dettaglio sono state migliori delle attese. Nell'ultimo
periodo è stata invece più debole la crescita della produzione industriale. La banca centrale
ha lasciato invariato il tasso guida. Le sue più recenti dichiarazioni non parlano di quando ci
sarà e in quale direzione andrà il prossimo movimento dei tassi d'interesse, anche se ci sono
sempre più voci nel governo che auspicano interessi più bassi per sostenere l'economia.
L'annunciata apertura del mercato dei titoli di Stato russi agli investitori stranieri ha supportato
considerevolmente le obbligazioni russe negli ultimi mesi e ha contribuito, nel complesso, a un
loro andamento molto forte nel 2012. Secondo le ultime notizie, la liberalizzazione ci sarà in
effetti soltanto a marzo. Ciò dovrebbe aver contribuito alle lievi correzioni verso il basso dei
corsi dei titoli di Stato russi all'inizio dell'anno. Tuttavia, nuovi afflussi di capitale da parte di
investitori che finora non avevano accesso al mercato potrebbero fungere da supporto nei
prossimi mesi. Il mercato azionario ha fatto registrare un forte guadagno del 5% circa, simile a
dicembre. Il prezzo del petrolio in crescita ha inoltre provveduto a creare un ambiente positivo.
I settori più richiesti erano comunque i titoli immobiliari e finanziari e non le azioni petrolifere.