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Ftse Mib tenta la reazione ma solo oltre 23.000 stabilizza il quadro. Ubi Banca al centro della fascia di oscillazione

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Dopo un avvio stentato e al

ribasso il Ftse Mib ha riguadagnato la linea di parità riportandosi sulla linea
di tendenza ribassista discendente dai massimi del 3 e 11 giugno, sotto alla
quale l’indice è tornato ieri. Il recupero della trendline favorirebbe un
ritorno dello scenario di breve termine in posizione di neutralità. Tuttavia,
per costruire qualche cosa di solido, l’indice dovrebbe affrontare, in rapida
successione, la media mobile a 100 giorni, quella a 14 e infine la soglia
psicologica dei 23.000 punti. Per contro, il mancato superamento della
trendline indicata, manterrebbe attivo il progetto di test sul supporto di area
21.855 punti, minimo toccato nella seduta del 18 giugno e livello che, se
violato al ribasso, darebbe un segnale negativo in grado di portare le
quotazioni verso area 20.000 punti.  

Pur vivendo una fase di elevata
volatilità il titolo Ubi Banca è riuscito a mantenere una posizione centrale
nell’ampia fascia di oscillazione tra 6,75 e 7,73 euro. Una situazione di
equilibrio che è confermata dal passaggio, sempre al centro della fascia, delle
medie mobili di breve, medio e lungo termine. Un test del supporto a 6,75 euro
verrebbe messo in scaletta su cessione della linea di tendenza rialzista di
breve termine ottenibile dall’unione dei minimi del 5 maggio e 16 giugno,
transitante a 6,92 euro. Sul fronte opposto, per mettere sotto attacco la parte
alta della fascia laterale, Ubi Banca dovrebbe superare i massimi segnati ieri
a 7,46 euro, recuperando in tal modo la linea di tendenza rialzista risalente
dai minimi del 2 febbraio e 5 maggio, persa lunedì.  

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