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Ftse Mib, finale d’ottava poco brillante. Intesa Sanpaolo in attesa di reazione

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Dopo aver toccato a inizio mese i massimi degli ultimi due anni a 22.860 punti, l’indice Ftse Mib ha repentinamente invertito la rotta, appesantito dal comparto bancario. Potrebbe ora scendere a testare la linea di tendenza rialzista ottenibile unendo i mimini del 30 giugno e del 29 agosto, attualmente transitante in area 22.000/22.050 punti. Il test del supporto dinamico, e successivamente della soglia psicologica dei 22.000 punti, arriverebbe dopo la cadura dei minimi della seduta del 10 ottobre a 22.261 punti. La violazione di area 22.000 darebbe un segnale negativo e favorirebbe ribassi in direzione di 21.581 punti in prima battuta. Lo scenario descritto verrebbe archiviato, almeno temporaneamente, se l’indice recuperasse quota 22.613 punti, evento che rimetterebbe in gioco i masimi biennali a 22.860 punti. Solo una violazione di quest’ultima soglia, confermata in chiusura di seduta e accompagnata da incremento dei volumi, aprirebbe le porte alla scalata sopra quota 23.000.

Il doppio massimo segnato da Intesa Sanpaolo il 29 settembre e il 3 ottobre in area 3 euro è stato seguito da due settimane di ribasso durante le quali il titolo ha perso oltre il 5%. Il movimento è stato innescato dalle nuove proposte della Bce per la gestione dei non-performing loans nel portafoglio delle banche. Sembra destinato a portare l’azione a contatto con il supporto di quota 2,78 euro, sui minimi dell’8 settembre. In direzione di questi minimi converge anche la linea di tendenza rialzista tracciabile con i minimi del 18 aprile e del 21 giugno, attualmente a 2,71 euro. Sarà un test molto importante. Se Intesa Sanpaolo dovesse violare al ribasso il doppio supporto, andrebbe a chiudere il gap rialzista lasciato aperto lo scorso 26 giugno da 2,638 euro. Il pericolo verrebbe allontanato su recuperi di 2,942 euro. 

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