Seduta da dimenticare per Piazza Affari, il Ftse Mib chiude con un tonfo di oltre il 3%

Inviato da Redazione il Gio, 21/02/2013 - 17:39
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso iniziando a pagare il nervosismo pre-elettorale e le divisioni all´interno della Fed. Alcuni membri della Banca centrale Usa hanno proposto di acquistare un ammontare di asset inferiore rispetto agli attuali 85 miliardi di dollari mensili. La possibilità di una normalizzazione anticipata della politica monetaria della Fed ha tolto all´oro che si è portato sui minimi da luglio 2012. Standard & Poor´s, che ha un outlook negativo sul rating del Belpaese (BBB+), ha fatto sapere che se dalle elezioni del 24-25 febbraio non uscirà una maggioranza chiara la crescita del Paese e le riforme sono a rischio. E così sul secondario lo spread Btp-Bund è arrivato in area 290 punti base. Nel pomeriggio la Bce ha fatto sapere di aver acquistato tra il 2011 e il 2012 102,8 miliardi di bond italiani, la quota maggiore tra i Paesi della zona euro che hanno beneficiato del programma Omt. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto il 3,13% a 16.009 punti. Mediaset è stata ancora colpita dalle vendite e ha archiviato la seduta con un ribasso del 5,71% a 1,734 euro. Secondo gli analisti il mutamento dello scenario politico è un potenziale rischio per la società di Cologno Monzese. Ieri Il Messaggero aveva scritto che qualora il centrosinistra dovesse vincere le elezioni sarebbe pronto a modificare la legge Gasparri nei primi 100 giorni di governo. Il rialzo dello spread si è riflesso, come spesso accade, sui titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 5,15% a 3,462 euro, Monte dei Paschi il 4,35% a 0,221 euro, Mediobanca il 3,96% a 5,22 euro, Unicredit il 4,30% a 4,048 euro, Popolare di Milano il 3,56% a 0,542 euro, Intesa SanPaolo il 4,07% a 1,32 euro. Ennesima seduta da dimenticare per Telecom Italia (-3,79% a 0,583 euro) che è scivolata sotto quota 0,60 euro toccando i minimi dal lontano 1997. Due giorni fa Telco, la holding che controlla il 22,5% del gruppo tlc, ha deciso di svalutare la partecipazione per altri 920 milioni di euro. Ora il valore della quota di Telecom nel bilancio di Telco è pari a 3,6 miliardi di euro (pari a 1,2 euro per azione). Vendite anche sulla galassia Agnelli: Fiat è arretrata del 4,14% a 4,122 euro, mentre Exor ha lasciato sul parterre il 4,17% a 21,38 euro. Snam ha perso il 2,11% a 3,62 euro con il CorSera che ha scritto che ammonterebbero a 430 milioni di euro i mancati pagamenti alla società di San Donato Milanese dal mercato del gas (una vera e propria Borsa) da parte di clienti inadempienti. Il buco in principio era stato stimato a 300 milioni di euro. "Snam risulta essere stata danneggiata da questa vicenda - ha commentato Equita nel report odierno - e quindi l´impatto dovrebbe limitarsi ad un peggioramento del working capital ed i rimborsi dovrebbero arrivare in tariffa". In decisa controtendenza Parmalat (+2,24% a 1,871 euro) che ha sfruttato un articolo de Il Sole 24 Ore secondo cui l´azienda di Collecchio potrebbe decidere di proporre un dividendo straordinario di 0,10 euro per azione, in quanto l´utile netto 2012 potrebbe essere ampiamente in linea con quello del 2011. Il principale azionista Lactalis inoltre avrebbe bisogno di liquidità per ridurre il suo indebitamento netto che, a detta del quotidiano di Confindustria, si attesterebbe intorno ai 6 miliardi di euro. "Sebbene ci aspettassimo una cedola di 0,05 euro per azione nel 2012, crediamo che Parmalat possa essere in grado di distribuire un dividendo di 0,10 euro, anche grazie alla solida posizione finanziaria netta", ha commentato Kepler.
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