Piazza Affari rialza la testa e chiude in positivo, bene le banche

Inviato da Redazione il Gio, 13/06/2013 - 17:38
Sembrava una seduta con un finale già scritto, invece la Borsa di Milano ha rialzato la testa e l´indice Ftse Mib ha chiuso con un più 0,58% a 16.116 punti. I primi scambi hanno risentito del crollo di Tokyo, dove il Nikkei ha mostrato un tonfo di circa 6,5 punti percentuali scendendo sotto quota 12.500 punti. A favorire la discesa della Borsa giapponese il rafforzamento dello yen, con il dollaro che è sceso sotto quota 95 nei confronti della divisa nipponica, ovvero sui minimi da 10 settimane. L´asta del Tesoro, che ha collocato Btp per 4,9 miliardi di euro, ha cambiato il trend della giornata. La domanda è stata sostenuta sia per il titolo a 3 anni sia per il Btp a 15 anni. A Wall Street gli indici hanno girato al rialzo dopo i dati oltre le attese delle vendite al dettaglio e delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Si riprende il comparto bancario dopo essere finito sotto pressione nelle ultime sedute: Popolare di Milano ha guadagnato il 4,71% a 0,389 euro, Banco Popolare l´1,68% a 1,001 euro, Mediobanca il 2,90% a 4,96 euro, Intesa SanPaolo il 2,56% a 1,324 euro, Unicredit il 2,50% a 3,94 euro, Ubi Banca il 2,09% a 3,026 euro. Brillante Fondiaria-Sai che ha mostrato un progresso del 4,06% a 1,511 euro. Telecom Italia (+0,56% a 0,542 euro) si è ripresa nel pomeriggio nonostante gli analisti di Credit Suisse sono rimasti al di sotto sia sul gruppo italiano sia sulla controllata Tim Brasil. Il broker ha previsto un ulteriore possibile calo per l´Ebitda domestico nel 2014, con un aumento del rischio di un altro downgrade sul merito di credito di Telecom. "Una mossa decisiva per ridurre la leva finanziaria potrebbe essere richiesta nei prossimi dodici mesi" e l´aumento di capitale, per Credit Suisse, è uno degli scenari. Fiat ha guadagnato lo 0,81% a 5,62 euro con Sergio Marchionne che ha dichiarato che il Lingotto continuerà ad investire e a credere nell´Italia. La Fiat, ha spiegato il manager italo-canadese, non è più quella del 2004 anche se continua a portarsi dietro tutti i pregiudizi sulla qualità dei prodotti e sul vivere sulle spalle dello Stato a causa degli aiuti pubblici ricevuti. Ma da allora ha fatto delle scelte per diventare più forte, ha superato un isolamento che l´avrebbe danneggiata e senza i cambiamenti fatti "avremmo già portato i libri in tribunale da un pezzo", ha precisato Marchionne. Buzzi Unicem ha perso il 2,72% a 12,14 euro dopo che Ubs ha tagliato il giudizio sul titolo del cemento a neutral da buy. Male anche Atlantia che ha lasciato sul parterre l´1,99% a 12,31 euro.
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