Piazza Affari in deciso ribasso, Ftse Mib chiude con un tonfo del 3%. In rosso le banche

Inviato da Redazione il Gio, 23/05/2013 - 17:36
La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso con le vendite che sono state protagoniste già nei primi scambi di seduta. Il tutto è stato innescato dal crollo della Borsa di Tokyo dove il Nikkei ha mostrato un tonfo di oltre 7 punti percentuali dopo la pubblicazione dell´indice Pmi cinese di maggio che, secondo le stime preliminari, ha evidenziato il minimo a 7 mesi scendendo a quota 49,6 punti dai 50,4 punti di aprile. La Bank of Japan è dovuta inoltre intervenire per spegnere le tensioni sui titoli di Stato nipponici, visto che i tassi sul decennale hanno toccato l´1% per la prima volta dall´aprile 2012. A deprimere i mercati anche l´ambiguità della Fed sul futuro del quantitative easing. Gli investitori hanno snobbato il dato sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti che ad aprile si sono attestate a 454 mila unità, meglio del consensus che era fermo a 425 mila unità. E così a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto il 3,06% a 17.008 punti. Ondata di vendite sui titoli del comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto il 4,24% a 1,399 euro, Ubi Banca il 4,20% a 3,376 euro, Mediobanca il 4,18% a 4,906 euro, Banco Popolare il 3,86% a 1,197 euro, Monte dei Paschi il 3,57% a 0,232 euro, Unicredit il 3,70% a 4,17 euro. Pesanti ribassi anche per i titoli della galassia Fiat: l´azione del gruppo delle quattro ruote ha mostrato un ribasso del 3,69% a 5,22 euro, mentre Fiat Industrial ha lasciato sul parterre il 4% a 8,88 euro. Telecom Italia (-1,44% a 0,652 euro) è finita sotto la scure di Standard & Poor´s. L´agenzia statunitense ha abbassato il rating sul gruppo delle telecomunicazioni da BBB a BBB-, l´ultimo gradino prima del livello spazzatura (junk). L´outlook però è stabile. Gli analisti ritengono che la leva finanziaria della società sia troppo elevata e che l´azienda dovrà affrontare le difficili condizioni del mercato tlc italiano nel biennio 2013-2014. Incerte per gli esperti sono anche le prospettive di un ritorno alla crescita. Su Generali (-3,01% a 14,20 euro) invece S&P ha confermato il rating A, ma le prospettive rimangono negative e "riflettono la nostra view secondo cui le condizioni finanziarie ed operative future nei mercati chiave di Generali, soprattutto in Italia, sono incerte". Parmalat ha invece limitato i danni e ha archiviato la seduta invariata a 2,41 euro.
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