Piazza Affari chiude sulla parità: brillante Telecom Italia, tonfo per Mediaset

Inviato da Redazione il Mar, 09/07/2013 - 17:44
La Borsa di Milano ha riguadagnato la parità dopo aver incrementato le perdite in scia al taglio delle stime di crescita dell'economia mondiale da parte del Fondo monetario internazionale per il 2013 e per il 2014. L'istituto guidato da Christine Lagarde ha ridotto le stime sull'Eurozona e sull'Italia dove la recessione sarà più profonda. In particolare, l´Fmi vede il Pil del Belpaese contrarsi quest'anno dell'1,8% rispetto al -1,5% previsto lo scorso aprile. L'anno prossimo l'economia italiana dovrebbe invece mostrare segnali di miglioramento, registrando una crescita dello 0,7% (dal +0,5% pronosticato ad aprile). Nel frattempo, l'Unione europea ha avvertito Roma: "Sono sicuro che il governo italiano prenderà seriamente in considerazione le raccomandazioni", ha dichiarato il commissario Olli Rehn in merito alla possibile abolizione dell'Imu da parte del Governo. Risale la tensione sullo spread Btp-Bund, che torna in area 275 punti base alla vigilia dell'asta Bot per 9,5 miliardi di euro. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha perso lo 0,06% a 15.790,55 punti mentre il Ftse All Share ha lasciato sul parterre lo 0,03% a 16.781,29 punti. In luce i titoli del lusso, con Salvatore Ferragamo che ha chiuso in progresso dello 0,84% a 25,08 euro dopo aver aggiornato i massimi storici a 25,85 euro. Il titolo ha beneficiato dell'acquisizione di Loro Piana da parte del colosso francese Lvmh. Brillante Telecom Italia (+3,46% a 0,538 euro) spinta al rialzo dalle parole del presidente dell'Agcom, Marcello Cardani, che ha definito lo scorporo della rete un'operazione coraggiosa e innovativa. Focus su Fiat (+0,99% a 5,595 euro) dopo l'annuncio in mattinata di un'emissione obbligazionaria in euro. Parallelamente, l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, ha dichiarato che il gruppo investirà 700 milioni di euro nello stabilimento Sevel di Atessa in provincia di Chieti nell'arco di cinque anni avvertendo però che senza regole certe si potrebbe trattare dell'ultimo investimento. Male il comparto bancario dopo alcune sforbiciate di rating giunte da Natixis: Gli esperti hanno ridotto il prezzo obiettivo su Intesa Sanpaolo (+0,77% a 1,31 euro, unico titolo del settore in verde) a 1,5 da 1,61 euro, su Banco Popolare (-2,22% a 0,903 euro) a 1 da 1,15 euro e su Unicredit (-0,65% a 3,692 euro) a 3,48 da 3,87 euro. Giù del 3,15% a 4,494 euro Bper, del 2,76% a 0,3238 euro Popolare di Milano, dello 0,14% a 2,896 euro Ubi Banca, dello 0,56% a 0,2137 euro Monte dei Paschi e dell'1,39% a 4,414 euro Mediobanca. Tonfo per Mediaset che ha archiviato la seduta in calo del 3,56% a 3,142 euro, dopo essere stata vittima di una sospensione al ribasso. La Corte di Cassazione ha fissato l'udienza per il processo Mediaset, che vede imputato Silvio Berlusconi, per il prossimo 30 luglio. Il ricorso all'ultimo grado di giudizio era stato presentato dai legali dell'ex presidente del Consiglio contro la sentenza di appello che aveva stabilito una condanna a quattro anni di reclusione e a cinque per interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi. Protagonista assoluta fuori dal listino principale Rcs Mediagroup (+2,84% a 1,338 euro) alla vigilia dell'asta per i diritti inoptati dell'aumento di capitale e che vedrà lo scontro aperto tra Diego Della Valle e Fiat.
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