Piazza Affari chiude in ribasso, vendite sulle banche. Male Enel

Inviato da Redazione il Mar, 11/06/2013 - 17:41
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso con la tensione che è tornata a farsi sentire sul secondario, dove lo spread ha viaggiato in area 280 punti base. I riflettori sono rimasti puntati in Germania dove la Corte costituzionale ha avviato l´esame sulla politica della Bce, in particolare sugli acquisti di bond sul mercato secondario. Acquisti che secondo Joerg Asmussen, membro del comitato esecutivo della Bce, devono essere illimitati. Il mercato è inoltre rimasto deluso dalla Bank of Japan che ha lasciato invariata la politica monetaria ultraespansiva senza però annunciare misure per contenere la recente volatilità sui titoli di Stato nipponici. A destabilizzare il mercato anche il nulla fatto in Grecia per la privatizzazione di Depa, società del gas che sembrava aver riscontrato l´interesse da parte di Gazprom. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha lasciato sul parterre l´1,63% a 16.286 punti, portandosi sui minimi dallo scorso 23 aprile. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto il 2,87% a 1,322 euro, Ubi Banca il 2,59% a 3,09 euro, Banco Popolare il 2,94% a 1,023 euro, Unicredit l´1,25% a 3,944 euro, Monte dei Paschi l´1,63% a 0,222 euro. In rosso anche la Popolare di Milano (-1,26% a 0,39 euro) che ha precisato che il Consiglio di gestione di piazza Meda considera "il raggiungimento di un modello di governance stabile e trasparente un elemento di rilevanza strategica e pertanto, al fine di portare a compimento l´aumento di capitale, lo stesso Consiglio valuterà tutte le iniziative idonee a migliorare la governance di Bpm". Male anche gli altri titoli del comparto finanziario: Fondiaria-Sai ha lasciato sul parterre il 2,81% a 1,485 euro, mentre Azimut è arretrata del 3,60% a 14,18 euro. Enel ha ceduto il 2,90% a 2,682 euro in scia alla bocciatura di Credit Suisse che ha abbassato il giudizio sul colosso elettrico a underperform e il prezzo obiettivo a 2,50 euro dal precedente 2,85 euro. La decisione degli analisti della banca svizzera è stata presa in scia all´aumento dei rischi nei mercati di riferimento di Enel. "Nonostante rappresentano solo il 6% dell´Ebitda del gruppo, una caduta dei prezzi in Italia avrà un impatto negativo del 10% sugli utili previsti per il 2015, mentre in Spagna sono aumentati di recente i rischi nel campo regolatorio", ha spiegato il broker elvetico. Al tempo stesso Hsbc ha alzato il giudizio su Enel a neutral da underweight. In negativo anche Eni che ha lasciato sul parterre l´1,28% a 17,01 euro. Tra i migliori da segnalare le performance di Autogrill (+1,68% a 10,27 euro) e Parmalat (+0,50% a 2,408 euro).
COMMENTA LA NOTIZIA