Piazza Affari chiude in ribasso, vendite sulle banche. Bene Mediaset e Finmeccanica

Inviato da Redazione il Ven, 28/06/2013 - 17:38
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso l´ultima seduta del primo semestre 2013. La mattinata era iniziata bene dopo le rassicurazioni di ieri sera sul QE di alcuni esponenti della Fed e in scia al balzo di Tokyo. Il governatore della People´s Bank of China, Zhou Xiaochuan, ha inoltre promesso che verrà assicurato il mantenimento della stabilità del mercato monetario con l´adeguamento delle politiche al momento giusto. Il listino milanese ha poi varato in negativo nel giorno in cui il premier Letta da Bruxelles ha fatto sapere che l´Unione Europea, su una quota complessiva di 6 più 3 miliardi delle risorse, stanzierà 1,5 miliardi di euro per rilanciare l´occupazione giovanile in Italia, una cifra quasi triplicata rispetto a quella originariamente prevista. Nel pomeriggio gli investitori hanno snobbato il dato sulla fiducia dei consumatori Usa calcolata dall´Università del Michigan, che a giugno è salita a 84,1 punti contro attese ferme a 83 punti. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto l´1,24% a 15.239 punti. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 4,39% a 0,904 euro, Popolare di Milano il 2,57% a 0,307 euro, Ubi Banca il 3,67% a 2,782 euro, Unicredit il 3,38% a 3,598 euro, Intesa SanPaolo il 2,15% a 1,231 euro, Monte dei Paschi il 2,55% a 0,195 euro. In rosso sono finite anche Fiat, che ha perso il 2,72% a 5,37 euro, e Prysmian, che è arretrata del 3,04% a 14,35 euro. Quest´ultima si è aggiudicata la commessa per la fornitura di 300 km di speciali cavi anti-incendio, a basso impatto ambientale, per la distribuzione di energia nella Torre Isozaki in fase di costruzione a Milano nel nuovo avveniristico quartiere Citylife. Campari (-0,71% a 5,565 euro) debole dopo aver annunciato di aver siglato un accordo per acquisire le attività di Copack, imbottigliatore di bevande leader in Australia, e attuale fornitore del gruppo milanese per il confezionamento dei prodotti "ready to drink". Il prezzo di acquisizione è pari a 20 milioni di dollari australiani, equivalente a circa 14,2 milioni di euro in assenza di cassa o debito finanziario. Mediaset (+2,76% a 2,90 euro) ancora brillante con Credit Suisse che è rimasta decisamente positiva sulle prospettive del titolo del Biscione. "Abbiamo alzato il target in scia alla prova di crescita della raccolta pubblicitaria in Italia e Spagna dopo che i mercati hanno toccato il fondo", hanno scritto gli analisti della banca svizzera. Ben comprata anche Finmeccanica (+1,26% a 3,848 euro) dopo che ieri i vertici della controllata Selex Es e delle organizzazioni sindacali hanno firmato il piano di riassetto e rilancio dell´azienda. Questo, ha spiegato il gruppo della Difesa in una nota, prevede 2.529 esuberi complessivi, di cui 1.938 in Italia, la mobilità volontaria o incentivata per 810 posizioni e, da gennaio, l´apertura di un´altra mobilità per ulteriori 800 persone. Per la prima volta nel gruppo Finmeccanica verranno inoltre introdotti i contratti di solidarietà difensiva per circa 9 mila lavoratori. Il piano prevede inoltre la razionalizzazione dei siti produttivi in Italia, dove ne resteranno attivi 26 rispetto agli attuali 48.
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