Piazza Affari chiude in ribasso, vendite su banche e Telecom Italia

Inviato da Redazione il Ven, 07/03/2014 - 17:37
Piazza Affari ha chiuso in ribasso complici le rinnovate tensioni in Ucraina. Prima la decisione del Parlamento di Crimea di approvare la mozione sull´annessione alla Russia e di convocare un referendum per domenica 16 marzo, poi la minaccia di Gazprom di interrompere le forniture di gas all´Ucraina. Come riportato dalle principali agenzie di stampa l´Ad di Gazprom, Alexei Miller, ha dichiarato che l´Ucraina ha smesso di pagare gas e il colosso russo non può fornire gas gratis. Il rischio è che si ripeta la situazione di inizio 2009 quando la Russia taglio le esportazioni di gas a Kiev. Anche Wall Street, partita con il nuovo record dell´indice S&P 500, si è portata in territorio negativo. Contrastati i dati sul mercato del lavoro Usa di febbraio: sono stati creati 175 mila nuovi posti di lavoro, meglio delle attese, mentre la disoccupazione è salita al 6,7%. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,98% a 20.634 punti. Il Montepaschi (-1,62% a 0,212 euro) è rimasto sotto i riflettori tra scambi boom. Ieri infatti è stato scambiato in Borsa il 15,5% del capitale della banca senese (record assoluto) dopo il 12,5% scambiato nella seduta di mercoledì, quando il titolo aveva mostrato un progresso di circa 20 punti percentuali. Ieri la Fondazione Mps ha ceduto sul mercato l´1,5% limando la sua quota di maggioranza a circa il 30 per cento. La Fondazione ha però smentito la cessione dell´8% di Mps all´hedge fund statunitense Och Ziff. Tra gli investitori restano comunque alte le aspettative di un cambio di assetti nel capitale di Rocca Salimbeni. Debole il resto del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto lo 0,06% a 1,715 euro, Popolare dell´Emilia Romagna il 5,71% a 8,09 euro, Intesa SanPaolo l´1,90% a 2,276 euro, Mediobanca l´1,10% a 7,65 euro, Ubi Banca il 2,58% a 6,425 euro, Unicredit l´1,26% a 5,865 euro. Telecom Italia ha perso il 2,57% a 0,816 euro dopo aver annunciato nel 2013 un rosso di 674 milioni di euro e un indebitamento sceso sotto l´obiettivo dei 27 miliardi di euro. Il gruppo ha poi fatto sapere di aver congelato per quest´anno il dividendo per le azione ordinarie, ma l´Ad Marco Patuano ha assicurato che "alla luce dei segnali di recupero che già cogliamo sul mercato, torneremo a remunerare tutti i soci nel prossimo esercizio". Il mercato ha invece apprezzato i conti di Enel Green Power (+1,78% a 2,06 euro) che ha chiuso il 2013 con un utile netto pari a 527 milioni di euro, in crescita del 36,4% rispetto ai 387 milioni del 2012. In miglioramento anche i margini: l´Ebitda è aumentato del 9,9% a 1,78 miliardi, mentre l´Ebit è cresciuto del 14,5% a 1,06 miliardi. In negativo invece la controllante Enel che ha lasciato sul parterre l´1,29% a 3,814 euro. Positiva Finmeccanica (+0,07% a 6,995 euro) dopo che il Cda ha approvato il progetto di un nuovo modello organizzativo e operativo di gruppo per il settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza. "Il nuovo modello organizzativo - ha spiegato Finmeccanica in una nota - si muove in linea con analoghe iniziative già intraprese dai maggiori concorrenti con l´obiettivo di dare efficace risposta alle sfide poste dalla trasformazione degli scenari internazionali, caratterizzati dalla riduzione dei budget nei mercati domestici, dal progressivo esaurirsi dei programmi finanziati dai Governi e dall´aumento dei requisiti di competitività". Restano escluse dalla riorganizzazione le aziende del settore Trasporti destinate al deconsolidamento, le joint venture internazionali del settore spazio e difesa e la controllata Drs Technologies.
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