Piazza Affari chiude in ribasso, tonfo di Telecom Italia. Fiat prosegue la corsa

Inviato da Redazione il Ven, 31/05/2013 - 17:41
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso nel giorno in cui la disoccupazione italiana ha toccato i massimi dal 1977. Ad aprile il tasso dei senza lavoro si è attestato al 12% dall´11,5 precedente e peggio dell´11,6% previsto dagli analisti. Questa mattina a Tokyo il Nikkei ha guadagnato quasi l´1,5% in scia ai dati sull´inflazione, soprattutto per quanto riguarda l´area della capitale dove i prezzi al consumo sono saliti a maggio dello 0,1%. Restando nell´area asiatica, nell´esercizio fiscale 2012-13 il Pil indiano è aumentato del 5%, la crescita più bassa degli ultimi dieci anni. Negli Stati Uniti l´indice che misura la fiducia dei consumatori elaborato dall´Università del Michigan è cresciuto a maggio a 84,5 punti, livello massimo dal 2007. La spesa personale ha invece deluso le attese perdendo ad aprile lo 0,2%. E così a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,79% a 17.214 punti. Telecom Italia è scivolata sul fondo del paniere principale con un tonfo del 5,82% a 0,599 euro all´indomani della decisione del Cda di dare il via libera al progetto di societarizzazione della rete di accesso. Nella nuova società confluiranno attività e risorse relative allo sviluppo e alla gestione della rete di accesso passiva, sia in rame sia in fibra. Il Cda dell´ex monopolista ha inoltre ribadito il mandato al management affinchè proseguano i contatti in corso con la Cassa Depositi e Prestiti per un eventuale suo ingresso nel capitale della società della rete di accesso. L´Ad Marco Patuano ha dichiarato che nel prossimo Cda si discuterà dell´ipotesi di integrazione con 3Italia. Tra i peggiori anche Ansaldo STS (-4,29% a 7,365 euro) e Mediolanum (-3,46% a 5,165 euro), quest´ultima nonostante le parole di Ennio Doris secondo cui le previsioni per Banca Mediolanum fino alla fine del 2013 sono molto buone. Nel comparto bancario le vendite hanno prevalso su Banco Popolare (-3,84% a 1,152 euro) e Popolare di Milano (-2,57% a 0,428 euro). Intesa SanPaolo ha guadagnato lo 0,21% a 1,459 euro e Unicredit lo 0,55% a 4,394 euro. In territorio positivo è finito anche il Monte dei Paschi (+1,48% a 0,24 euro). Ubi Banca ha perso lo 0,17% a 3,486 euro nonostante Nomura abbia alzato il giudizio sulla banca lombarda a buy da neutral perchè "la valutazione relativa della banca nei confronti dei competitor nell´Europa meridionale sia troppo bassa dato il suo profilo in termini di capitale e di qualità del credito". Debole Eni (-1,91% a 17,50 euro) che ha concluso il collocamento del 6,7% di Galp Eenergia. Il corrispettivo complessivo dell´offerta è risultato pari a circa 677,6 milioni di euro. Eni detiene ora il 16,34% della società portoghese. Fiat non ha rallentato la corsa e ha messo a segno un progresso del 3,29% a 6,125 euro. L´Ad Sergio Marchionne, durante l´incontro tenutosi in mattinata con il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha dichiarato che il Lingotto conferma gli impegni per il Paese. Il titolo ha risentito ancora delle indiscrezioni circa un maxi finanziamento da 10 miliardi di dollari per permettere acquistare il 41,5% di Chrysler.
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