Piazza Affari chiude in ribasso, pesa stacco dividendi. Male il comparto energetico

Inviato da Redazione il Lun, 20/05/2013 - 17:38
La Borsa di Milano chiude in ribasso nella seduta più ricca di cedole di tutto il 2013. Il maxi stacco dei dividendi ha avuto un impatto di circa 1,5-1,6 punti percentuali sul paniere principale di Piazza Affari. A staccare la cedola sono stati ben 22 società delle 40 quotate sull´indice Ftse Mib che ha chiuso con una perdita dello 0,56% a 17.506 punti. E´ continuata senza sosta la corsa di Tokyo, dove il Nikkei ha aggiornato i massimi dal dicembre 2007. A spingere la Borsa nipponica la decisione del Governo di Abe di alzare le stime relative alla crescita economica del Paese, in particolare le previsioni su esportazioni e produzione industriale. Domani è attesa la riunione della Bank of Japan che dovrebbe confermare i tassi d´interesse allo 0,1% e l´aggressivo piano di quantitative easing. Le vendite hanno colpito il comparto energetico, con i titoli principali impegnati nello stacco del dividendo: Snam ha ceduto il 2,78% a 3,706 euro, Eni il 2,58% a 18,49 euro, Saipem l´1,83% a 21,50 euro. Performance negativa anche per Atlantia che ha lasciato sul parterre il 2,38% a 13,52 euro. Contrastato il comparto bancario con Intesa SanPaolo (-1,35% a 1,457 euro) e Ubi Banca (-0,62% a 3,522 euro) che sono finite in territorio negativo, mentre gli acquisti hanno premiato Banco Popolare (+2,58% a 1,274 euro), Monte dei Paschi (+1,80% a 0,237 euro), Popolare di Milano (+1,51% a 0,455 euro) e Unicredit (+0,83% a 4,356 euro). STMicroelectronics ha svettato sul paniere principale con un balzo del 3,14% a 7,555 euro. A far da volano all´azione della società italo-francese l´avvio della copertura da parte degli analisti di JP Morgan con giudizio overweight e target price fissato a 8,80 euro. Mossa da parte anche di Hsbc, che ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo di STMicroelectronics portandolo a 7 euro dai precedenti 6,7 euro, confermando la raccomandazione neutral. Telecom Italia (+0,30% a 0,659 euro) poco mossa in attesa del Cda in programma per giovedì 23 maggio, chiamato a prendere una decisione sullo scorporo della rete. Nel frattempo, gli analisti di Nomura hanno abbassato il target price sul titolo della società guidata da Franco Bernabè a 0,58 euro dal precedenti 0,68 euro con il giudizio confermato reduce. Per gli analisti giapponesi, la separazione della rete non rappresenta un catalizzatore per la valutazione del titolo. Inoltre, la complessità dietro il progetto di integrazione con 3 Italia, porta il broker ad applicare una bassa probabilità su questo esito.
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