Piazza Affari chiude in ribasso, male Mediaset e Telecom. Svetta Parmalat

Inviato da Redazione il Mer, 20/02/2013 - 17:40
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso aumentando le perdite dopo i dati macro del pomeriggio. Negli Stati Uniti a gennaio le nuove costruzioni abitative sono scese a 890 mila unità dalle precedenti 973 mila, peggio delle attese che indicavano 920 mila unità. La fiducia dei consumatori della zona euro nella lettura preliminare di febbraio è passata a -23,6 punti dai -23,9 punti contro attese pari a -23,2 punti. Il Comitato di politica monetaria della BoE dello scorso 7 febbraio ha visto salire a 3 il numero dei membri favorevoli ad aumentare il programma di allentamento quantitativo da 375 a 400 miliardi di sterline. In Italia gli ordinativi industriali hanno registrato un crollo del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2011. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,82% a 16.527 punti. Mediaset (-3,82% a 1,839 euro) ha rallentato la corsa dopo aver guadagnato ieri oltre 5 punti percentuali. Secondo Il Messaggero, qualora il centrosinistra dovesse vincere le elezioni sarebbe pronto a modificare la legge Gasparri nei primi 100 giorni di governo. Secondo il senatore del Pd Vita, la modifica che sarà introdotta sarà un tetto del 30% alla raccolta pubblicitaria tv in modo da permettere a La7 e alle televisioni di accedere ad una maggiore fetta di mercato. "Il mutamento dello scenario politico è un potenziale rischio per Mediaset", è stato il commento degli analisti di Equita. Giù anche Telecom Italia (-2,49% a 0,606 euro) all´indomani della decisione di Telco, la holding che controlla il 22,5% del colosso tlc, di svalutare la partecipazione per altri 920 milioni di euro. Ora il valore della quota di Telecom nel bilancio di Telco è pari a 3,6 miliardi di euro (pari a 1,2 euro per azione). Debole il comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,60% a 0,562 euro, Banco Popolare il 2,02% a 1,407 euro, Unicredit il 2,35% a 4,23 euro, Monte dei Paschi l´1,28% a 0,232 euro, Intesa SanPaolo l´1,22% a 1,376 euro. In controtendenza Ubi Banca che ha mostrato un progresso dell´1,16% a 3,65 euro. Parmalat ha indossato la maglia rosa con un rialzo del 4,33% a 1,83 euro all´indomani delle vendite record registrate dalla concorrente francese Danone. Il gruppo alimentare transalpino ha riportato nel 2012 ricavi per oltre 20 miliardi di euro per la prima volta nella sua storia. Brillante anche A2A che ha mostrato un progresso del 3,88% a 0,465 euro. Pirelli ha guadagnato lo 0,40% a 8,865 euro dopo aver firmato un accordo con Clean Diesel Tecnhologies per costituire una joint venture per la commercializzazione e la vendita in Europa e nei Paesi dell´area Csi di dispositivi per il controllo delle emissioni. Finmeccanica (-0,54% a 4,074 euro) è rimasta sotto i riflettori. Ieri ATR, di cui il colosso pubblico possiede il 50% del capitale, si è aggiudicata una commessa in Malesia per 20 velivoli (più altri 16 in opzione) del valore di 840 milioni di dollari. Secondo indiscrezioni di stampa, inoltre, Selex Es sarebbe pronta a tagliare 120 manager. "Questa notizia dimostra che la ristrutturazione della più grande controllata di Finmeccanica sta procedendo", hanno spiegato gli esperti di Banca Akros.
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