Piazza Affari chiude in ribasso, male Mediaset e banche. Telecom Italia maglia rosa

Inviato da Redazione il Ven, 12/04/2013 - 17:45
Le prese di beneficio hanno prevalso nell´ultima seduta settimanale di Piazza Affari. Dopo tre giorni di guadagni l´indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell´1,50% a 15.780 punti. I segni meno si sono visti anche a Tokyo dopo una settimana record e a Wall Street dopo alcuni dati macro inferiori alle attese. Le vendite al dettaglio di marzo sono scese dello 0,4% (consensus era per una variazione nulla), mentre la lettura preliminare di aprile della fiducia dell´Università del Michigan si è attestata a 72,3 punti (consensus 78,6 punti). I numeri per il salvataggio di Cipro non cambiano: 9 miliardi di euro arriveranno dall´Ue, mentre 1 miliardo spetterà al Fondo monetario. E´ quanto dichiarato dal Commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, anche se questa mattina il presidente di Nicosia, Micos Anastasiades, aveva fatto sapere che il salvataggio dell´isola era salito a 23 miliardi di euro. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,87% a 0,97 euro, Popolare di Milano il 2,11% a 0,511 euro, Ubi Banca il 3,77% a 2,81 euro, Unicredit il 2,07% a 3,498 euro, Intesa SanPaolo l´1,82% a 1,241 euro, Monte dei Paschi il 2,38% a 0,189 euro. Mediaset (-4,86% a 1,702 euro) ha indossato la maglia nera dopo aver smentito le indiscrezioni apparse su L´Espresso che riportavano l´intenzione del Biscione di cedere Mediaset Premium. La società della famiglia Berlusconi ha precisato di non avere alcuna intenzione di cedere "un asset strategico come Mediaset Premium che oltretutto sta registrando risultati positivi, in controtendenza rispetto all´andamento generale dei consumi. Nel primo trimestre 2013, i ricavi di Mediaset Premium sono cresciuti infatti di oltre il 10% rispetto all´analogo periodo 2012". Tra i peggiori anche due dei più importanti gruppi industriali del Paese: Fiat ha lasciato sul parterre il 3,60% a 4,226 euro, Finmeccanica è arretrata del 2,79% a 3,83 euro. Male Pirelli (-2,91% a 7,34 euro) con gli analisti di JP Morgan che hanno iniziato la copertura sul titolo del gruppo della Bicocca con giudizio neutrale e un prezzo obiettivo di 9,50 euro. "Apprezziamo la strategia di Pirelli di focalizzarsi sul segmento premium nel business consumer, che aiuterà la società a migliorare il suo margine operativo nei prossimi anni", si legge nella nota degli analisti della banca Usa. Inoltre, a detta del broker, "il ciclo di investimenti ha toccato l´apice nel 2012 e dovrebbe gradualmente diminuire nei prossimi anni supportando la generazione di cassa". Nel breve termine, però, per JP Morgan la debole domanda del mercato europeo degli pneumatici rappresenta una "minaccia per i volumi di Pirelli". Telecom Italia ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 3,76% a 0,635 euro dopo il Cda fiume di ieri che ha affidato a Franco Bernabè il mandato esplorativo per verificare la possibile integrazione con 3Italia. L´operazione, da come si apprende dal comunicato, sarebbe suddivisa in due parti. Da un lato 3 Italia verrebbe integrata in Telecom Italia, eventualmente mediante conferimento o fusione per incorporazione, dall´altro il gruppo Hutchison Whampoa acquisterebbe una quota azionaria di Telecom Italia in modo da diventare l´azionista di riferimento della società italiana. Tra i migliori anche A2A che ha mostrato un progresso del 2,34% a 0,547 euro.
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