Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Svetta Ferragamo

Inviato da Redazione il Ven, 15/11/2013 - 17:39
Piazza Affari ha chiuso in ribasso e l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,39% a 18.687 punti in scia alle vendite che hanno colpito soprattutto i titoli delle banche. Il listino milanese non ha seguito l´andamento positivo di Wall Street, che ha beneficiato ancora delle parole di ieri della Yellen e del calo inaspettato della produzione industriale, scesa dello 0,1% ad ottobre. Piazza Affari ha inoltre pagato la bocciatura di Bruxelles alla legge di Stabilità, varata il mese scorso dal governo letta. Il giudizio della Commissione Europea non è stato dei più teneri: l´ex Finanziaria rischia di non fare rispettare all´Italia gli obiettivi del patto di stabilità, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito, e di crescita nel prossimo anno. Detto questo, Bruxelles ha inserito l´Italia tra i Paesi dell´Eurozona che rischiano maggiormente di sforare i parametri di Bruxelles. E così sul secondario lo spread è salito in area 240 punti base. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 2,57% a 0,436 euro, Intesa SanPaolo il 2,19% a 1,699 euro, Montepaschi il 2,58% a 0,218 euro, Unicredit l´1,25% a 5,115 euro, Banco Popolare l´1,15% a 1,292 euro. Pirelli ha lasciato sul parterre il 2,35% a 10,81 euro pagando il downgrade di BofA Merrill Lynch che ha tagliato il giudizio sul titolo della Bicocca a neutral dal precedente buy. Gli obiettivi del nuovo piano industriale sono al di sotto delle aspettative del broker americano e dei target del precedente business plan. Male anche la galassia Enel: il titolo del colosso elettrico ha mostrato una flessione dell´1,32% a 3,294 euro, mentre la controllata Enel Green Power è arretrata dell´1% a 1,788 euro. Salvatore Ferragamo ha svettato con decisione sul Ftse Mib con un balzo del 6,35% a 25,30 euro dopo aver riportato ricavi e utili in crescita a doppia cifra nei primi nove mesi del 2013. La maison italiana ha realizzato un fatturato pari a 915 milioni di euro, in il 10% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il margine lordo dei primi nove mesi è stato pari a 578 milioni (+9%). L´utile netto di pertinenza del gruppo è risultato pari a 112 milioni, in crescita di oltre il 61% rispetto ai 70 milioni del pari periodo 2012. Tra i titoli più comprati figura Fondiaria-Sai che ha mostrato un progresso del 2,32% a 1,942 euro. Telecom Italia (+0,45% a 0,675 euro) nonostante Standard & Poor´s abbia abbassato il giudizio a "non-investment grade". Questo perchè il principale operatore di tlc in Italia anche in futuro "dovrà fare i conti con un contesto molto competitivo e difficile dal punto di vista economico e normativo". L´outlook è negativo "vista la possibilità di un nuovo taglio se non dovesse registrarsi un miglioramento delle performance operative domestiche, un'accelerazione del processo di riduzione del debito e un rafforzamento dei meccanismi di protezione dei flussi di cassa".
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