Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Deboli Telecom Italia e Fiat

Inviato da Redazione il Lun, 01/09/2014 - 17:39
Piazza Affari ha chiuso in ribasso con il mercato in attesa delle prossime mosse della Bce, soprattutto alle luce degli ultimi dati sull´inflazione nell´Eurozona. I tempi non sembrano ancora maturi per un quantitative easing in stile statunitense o giapponese dopo il pressing di questo weekend arrivato dalla Germania. A frenare i listini, privi della bussola di Wall Street chiusa per il Labour Day, la frenata dell´industria continentale. Ad agosto l´indice Pmi manifatturiero nell'Eurozona ha registrato ad una contrazione a 50,7 punti dai 50,8 punti della precedente rilevazione e contro un consensus di 50,8 punti. Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche sempre più accese tra la Russia e l´Ucraina. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un ribasso dello 0,51% a 20.345 euro. Vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,27% a 11,60 euro, Montepaschi il 2,54% a 1,109 euro, Popolare dell´Emilia Romagna l´1,64% a 6,28 euro, Intesa SanPaolo lo 0,79% a 2,246 euro, Unicredit lo 0,76% a 5,845 euro. In controtendenza Ubi Banca che ha invece mostrato un progresso dell´1,26% a 6,02 euro. Telecom Italia ha lasciato sul parterre l´1,14% a 0,865 euro dopo che Cesar Alierta, presidente di Telefonica, ha dichiarato che il colosso spagnolo non intende restare azionista di Telecom Italia in seguito all´acquisizione di Gvt, ex controllata brasiliana della francese Vivendi. Risale a settimana scorsa la scelta di Vivendi di accettare l´offerta di Telefonica su Gvt a discapito di quella presentata da Telecom Italia. Scivolone di Saipem (-2,49% a 17,61 euro) in scia alla bocciatura a sell da hold da parte degli analisti di Deutsche Bank. Fiat (-1,14% a 7,355 euro) debole: dopo aver superato lo scoglio del recesso, anche se i dati ufficiali si sapranno sul finire della settimana, ora il Lingotto prepara lo sbarco a Wall Street. La data più probabile per la quotazione di Fca (Fiat Chrysler Automobiles) negli Stati Uniti, come dichiarato sabato dall´Ad Sergio Marchionne, è il 13 ottobre. Al Meeting di Rimini il numero uno del Lingotto ha inoltre confermato i target per l´intero 2014. Vendite su A2A (-1,79% a 0,818 euro) dopo che il Corriere della Sera ha riportato che il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha sottolineato che l´utility si può controllare anche con il 40-45%. La priorità del Comune azionista è ora cedere una prima tranche del 5% del titolo entro fine anno se questo salirà a circa 0,90 euro. Successivamente Brescia, in accordo con Milano, sarebbe pronta a cedere un altro 5% per far fronte al rimborso dei mutui in scadenza e finanziare nuove opere per la città. In controtendenza Luxottica (+0,46% a 40,84 euro) con l´avventura di Andrea Guerra alla guida dell´azienda che è finita oggi. Mediaset (invariata a 3,138 euro) sotto i riflettori dopo che il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, in un´intervista a Il Corriere della Sera ha sottolineato che le nuove tecnologie accelerano la convergenza tra telefonia e contenuti e quindi non è da escludere un accordo commerciale con il gruppo di Cologno Monzese. "Telecom Italia ha già un accordo commerciale non esclusivo con Sky e per Mediaset, alla ricerca di soci in Mediaset Premium, sarebbe più interessante un´operazione più ampia che veda coinvolta la propria pay tv", hanno spiegato gli analisti di Equita.
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