Piazza Affari chiude in ribasso, male le banche. Balzo di Buzzi Unicem e Saipem

Inviato da Redazione il Mar, 21/05/2013 - 17:38
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in ribasso dopo lo stop di ieri che era stato condizionato dallo stacco dividendi di 22 società su 40 quotate sul Ftse Mib, che ha pesato per circa l´1,5% sulla perfomance dell´indice. Oggi il paniere guida di Piazza Affari ha perso lo 0,45% a 17.427 punti trascinato al ribasso dalla performance negativa del comparto bancario. Il Ftse Mib aveva tentato un recupero dopo l´avvio di Wall Street, ma gli indici americani hanno subito azzerato i guadagni. Negli Stati Uniti gli investitori si mantengono cauti in vista del discorso di domani che Ben Bernanke terrà di fronte al Congresso. A Tokyo invece è iniziata la due giorni della Bank of Japan che domani confermerà l´aggressiva politica monetaria avviata ad inizio aprile. Secondo gli analisti la BoJ potrebbe però rivedere al rialzo le stime di crescita dell´economia nipponica. Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,90% a 1,237 euro, Ubi Banca il 2,27% a 3,442 euro, Intesa SanPaolo il 2,26% a 1,424 euro, Mediobanca l´1,55% a 5,07 euro, Unicredit l´1,61% a 4,286 euro, Monte dei Paschi lo 0,30% a 0,236 euro. Mediaset ha lasciato sul parterre l´1,36% a 2,462 euro in scia al downgrade di Bernstein che ha tagliato la raccomandazione sul titolo del Biscione a underperform dal precedente market perform. Secondo il broker, l´accelerazione nel contenimento dei costi non sarà sufficiente a controbilanciare la flessione nei ricavi e il rischio politico non è ancora scemato. Di contro Buzzi Unicem ha svettato sul Ftse Mib con un balzo del 4,61% a 12,48 euro capitalizzando la promozione di Ubs. Gli analisti della banca svizzera hanno alzato il giudizio sul gruppo del cemento a buy dal precedente neutral, portando il target price a 14 euro da 12 euro. "Crediamo che gli Stati Uniti, che rappresentano il 35% dell´Ebitda del gruppo, hanno un potenziale di ripresa significativo", hanno scrivono gli esperti di Ubs secondo cui l´esposizione agli Stati Uniti potrebbe rappresentare il traino della crescita dei margini di Buzzi nel 2013. Brillante anche Saipem (+4,19% a 22,40 euro) che ha sfruttato il buon andamento della raccolta ordini nella divisione Ingegneria e Costruzioni. La controllata di Saipem ha fatto sapere di aver superato il 50% dell´obiettivo di nuove acquisizioni di ordini per il 2013 nella Business Unit Ingegneria e Costruzioni, con un valore totale dei nuovi contratti acquisiti da gennaio 2013 pari a circa 6,1 miliardi di euro. Fiat Industrial (+0,55% a 9,14 euro) è finita sotto i riflettori dopo che Il Sole 24 Ore ha anticipato che la società torinese e la controllata CNH hanno depositato i documenti relativi alla fusione presso la Sec, la Consob statunitense. Documenti che contenevano anche il prospetto preliminare per la quotazione a Wall Street di FI Cbm Holdings NV, la newco olandese nella quale si uniranno Fiat Industrial e CNH. Telecom Italia ha guadagnato lo 0,99% a 0,665 euro nonostante per Moody´s i risultati deludenti del primo trimestre del 2013 riflettono le difficoltà che la società guidata da Franco Bernabè sta incontrando nel raggiungere le performance prefissate e quindi nel mantenere il suo rating attuale.
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