Piazza Affari chiude in ribasso, male banche e Mediaset. Acquisti su Parmalat e Luxottica

Inviato da Redazione il Ven, 01/03/2013 - 17:38
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso nella seduta in cui è entrata in vigore la Tobin Tax. A pesare sull´umore degli investitori anche il nulla di fatto di ieri al Senato Usa che, con ogni probabilità, porterà alla mezzanotte di oggi i tagli automatici alla spesa pubblica americana, il cosiddetto "sequester". Si tratta di tagli trasversali e generalizzati per 85 miliardi di dollari per il 2013 che raggiungono i 1.200 miliardi nell´arco del decennio. Contrastati i dati Usa nel pomeriggio: il reddito personale è sceso a gennaio del 3,6%, mancando le attese, mentre in febbraio la fiducia calcolata dall´Università del Michigan (77,6 punti) e l´Ism manifatturiero (54,2 punti) hanno superato le previsioni. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto l'1,30% a 15.713 punti. Mediaset è scivolata sul fondo del paniere principale lasciando sul parterre il 7,42% a 1,572 euro. Male anche la galassia Agnelli: Fiat ha perso il 2,53% a 4 euro, Fiat Industrial è arretrata del 3,49% a 8,99 euro. Sergio Marchionne ha dichiarato di essere al lavoro per evitare l´Ipo di Chrysler ed arrivare alla fusione con Fiat, anche se al momento attribuisce ancora il 50% di probabilità ai due scenari. "Continuiamo a ritenere più probabile lo scenario di Fiat che rileva le minority di Chrysler", hanno commentato gli analisti di Equita. Questa sera alle 18:00 il ministero dei Trasporti diffonderà i dati sulle immatricolazioni italiane di febbraio. Pesante Telecom Italia (-3,18% a 0,547 euro) dopo che sono state fissate le nuove tariffe all´ingrosso per le connessioni telefoniche in fibra ottica da parte dell´Autorità per le Comunicazioni valide per il 2012. Nel dettaglio l'Authority ha deciso per un taglio del 31% per la Fttc (terminazione alla cabina) e del 35% per la Ftth (terminazione domestica). Per il periodo 2013-2016 è previsto che le tariffe scendano in modo graduale. In rosso il comparto bancario: Mediobanca ha ceduto il 3,09% a 4,514 euro, Banco Popolare il 3,25% a 1,25 euro, Popolare di Milano il 2,98% a 0,504 euro, Unicredit l'1,90% a 3,818 euro, Intesa SanPaolo lo 0,16% a 1,241 euro, Monte dei Paschi l'1,66% a 0,207 euro. Sul paniere principale ha svettato Parmalat che ha mostrato un balzo del 3% a 1,891 euro. Bene Luxottica (+2,02% a 36,28 euro) dopo un 2012 con utili in crescita e un fatturato da record. L´utile netto adjusted si è attestato a 567 milioni di euro, in aumento del 24,4% rispetto ai 456 milioni del 2011, mentre il fatturato ha superato per la prima volta i 7 miliardi di euro. I vertici del gruppo di occhialeria hanno inoltre dichiarato che "l´avvio del 2013 è stato positivo e guardiamo con fiducia ai prossimi mesi". Per gli analisti di Cheuvreux è però tempo di prendere profitto. Il broker francese ha infatti tagliato il giudizio su Luxottica a underperform dal precedente outperform, commentando che "mentre la visibilità rimane eccellente, un rapporto P/E a 26 rende ora limitato il potenziale di upside del titolo".
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