Piazza Affari chiude in ribasso, forti vendite su Enel e Telecom Italia

Inviato da Redazione il Lun, 02/12/2013 - 17:41
Piazza Affari ha chiuso in ribasso con l´indice Ftse Mib che ha perso l´1,52% a 18.732 punti appesantito dai forti cali di alcuni big del calibro di Enel, Telecom Italia e Finmeccanica. Piazza Affari ha così registrato la peggiore performance tra le principali Borse europee. Il listino milanese ha snobbato alcune buone indicazioni arrivate dal fronte macro: il Pmi manifatturiero italiano a novembre è salito a 51,4 punti, il livello più alto dal maggio 2011, mentre negli Stati Uniti l´Ism manifatturiero di novembre è salito a 57,3 punti dai 56,4 punti del mese precedente. Il dato è migliore delle attese degli analisti che indicavano 55,1 punti. La settimana appena iniziata vede in primo piano l´appuntamento di giovedì con il meeting Bce. Prevista una conferma dell´attuale politica monetaria dopo il taglio dei tassi di inizio novembre al nuovo minimo storico dello 0,25%. Da monitorare saranno le parole di Mario Draghi, in merito a possibili ulteriori mosse di stimolo. Enel ha indossa la maglia nera sul Ftse Mib con un ribasso del 3,76% a 3,222 euro in scia alle notizie provenienti dalla Spagna dove è presente con la controllata Endesa. A sorpresa il ministero delle Finanze iberico con un emendamento ha annullato 3,6 miliardi di euro complessivi di finanziamenti legati al settore elettrico. Le vendite hanno colpito anche Telecom Italia (-2,51% a 0,70 euro). Prima dell´apertura dei mercati l´ex monopolista ha diffuso una nota, sollecitata dalla Consob, nella quale ha chiarito che la partecipazione in Tim Brasil è ancora ritenuta strategica. Proprio per questo motivo la società ha fatto sapere di non aver al momento intavolato alcuna trattativa di vendita. Saipem ha perso il 2,97% a 16,03 euro pagando il downgrade di JP Morgan, che ha tagliato il giudizio sul gruppo petrolifero a underweight dal precedente neutral. Tra i peggiori di seduta da segnalare anche Finmeccanica che ha lasciato sul parterre il 2,61% a 5,22 euro. Generali (-0,77% a 16,75 euro) è finita sotto la lente di Citigroup. Gli analisti della banca americana, nonostante abbiano alzato il target a 15 euro da 13,80 euro, hanno confermato il giudizio di vendita (sell) sul titolo della compagnia assicurativa. "Il management non ha alzato i target sul Roe e sul cash flow nonostante abbia aumentato l´ambizioso piano di contenimento dei costi a 1 miliardo di euro dai 600 milioni indicati in gennaio", hanno scritto gli esperti di Citigroup. Deboli i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto l´1,79% a 1,372 euro, Ubi Banca l´1,32% a 4,918 euro, Montepaschi l´1,07% a 0,184 euro, Intesa SanPaolo lo 0,79% a 1,766 euro, Unicredit l´1,03% a 5,285 euro. STM ha limitato i danni con un meno 0,09% a 5,805 euro dopo che l´assemblea straordinaria degli azionisti ha approvato tutte le proposte in agenda. Le delibere proposte dal Consiglio di Sorveglianza riguardavano: la distribuzione di un dividendo in contanti di 0,10 dollari Usa per azione per il quarto trimestre 2013 e per il primo trimestre 2014 e una modifica dello Statuto della Società che autorizza il CdS a deliberare la distribuzione di dividendi trimestrali dalle riserve della società. Tra i migliori World Duty Free che ha mostrato un progresso dello 0,99% a 8,69 euro.
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