Piazza Affari chiude in ribasso dopo accordo su debito Usa, male Fiat

Inviato da Redazione il Gio, 17/10/2013 - 17:39
Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta all´insegna del "sell on news" complice la frenata delle banche e il calo di Fiat. L´indice Ftse Mib ha archiviato la giornata con un ribasso dello 0,40% a 19.198 punti. Nella notte è arrivata la notizia che tutti aspettavano: il Congresso Usa ha raggiunto l´accordo per l´innalzamento del tetto del debito. Accordo che, seppur temporaneamente, ha evitato uno schok sia sociale (pagamenti di pensioni e dipendenti pubblici) sia finanziario (pagamento degli interessi sui titoli pubblici). Oltre all´innalzamento del debito, è stata anche trovata l´intesa per far cessare lo "shutdown" che da circa due settimane paralizzava alcune attività federali. In Italia, mentre il premier Letta è in visita a Washington, il Tesoro ha annunciato una nuova emissione di Btp Italia che si terrà dal 5 all´8 novembre. Infine in Germania la Cdu e l´Spd hanno deciso di avviare le trattative per la formazione di un governo di grande coalizione. A Piazza Affari Fiat è scivolata sul fondo del Ftse Mib con un ribasso del 2,28% a 5,995 euro. Secondo Equita, il terzo trimestre sarà penalizzato "dall´effetto traslazione cambi sfavorevole, in particolare in valuta brasiliana e statunitense che rappresentano le due aree geografiche più profittevoli, e dal ritardo nel lancio del nuovo Jeep Cherokee per un problema al software che gestisce il cambio". Questi effetti, a detta degli analisti della sim milanese, saranno parzialmente compensati dall´ulteriore riduzione delle perdite in Europa e dai primi benefici della crescita dei volumi da parte di Maserati. Per questi motivi Equita si aspetta "un terzo trimestre simile a quello dello scorso anno che rende più sfidante il raggiungimento della guidance 2013 di trading profit (4-4,5 miliardi di euro)". Debole il comparto bancario che ha tirato il freno dopo i rialzi delle ultime sedute: Popolare di Milano ha ceduto lo 0,97% a 0,512 euro, Mediobanca lo 0,47% a 6,37 euro, Intesa SanPaolo lo 0,49% a 1,816 euro, Popolare dell´Emilia Romagna lo 0,64% a 6,935 euro. In controtendenza Ubi Banca, che ha mostrato un progresso dell´1,30% a 5 euro, e Unicredit, che è salita dello 0,63% a 5,605 euro. Dopo la debolezza delle ultime sedute Salvatore Ferragamo è rimbalzata con un più 2,20% a 25,13 euro, mentre Autogrill ha guadagnato il 2,38% a 6,655 euro dopo aver rafforzato la sua presenza nel Regno Unito, aggiudicandosi due nuove concessioni per le attività "food & beverage" nelle stazioni dell´Eurotunnel e all´interno dell´aeroporto di East Midlands. Telecom Italia (+0,49% a 0,725 euro) sotto i riflettori dopo che il Senato ha approvato la mozione sugli assetti societari del gruppo delle telecomunicazioni. La mozione impegna il Governo a modificare la legge sull´Offerta pubblica dì acquisto (Opa). I sì sono stati 208, nessun contrario e 44 astenuti. Per Findim, azionista di Telecom Italia con una quota del 5%, il nuovo assetto di Telco condiziona la gestione del gruppo. La società di Marco Fossati ha motivato la richiesta, anticipata da un comunicato del colosso tlc, di convocare un´assemblea di Telecom per revocare la maggioranza del Cda ed eventualmente procedere alla nomina di uno nuovo.
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