Piazza Affari chiude in ribasso, deboli i titoli del Lingotto. Brilla Finmeccanica

Inviato da Redazione il Gio, 03/10/2013 - 17:40
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso in scia alla debolezza di Wall Street, che paga il terzo giorno dello "shutdown" che sta paralizzando l´attività del governo federale dopo il mancato accordo sulla legge di bilancio. E ora si avvicina anche la data per trovare l´accordo sull´innalzamento del tetto del debito Usa. Sul listino milanese si è spento un po´ l´entusiasmo dopo la fiducia conquistata dal governo Letta in Parlamento. Secondo Moody´s le turbolenze dell´ultima settimana hanno messo in evidenza la fragilità dell´esecutivo e, sempre a detta dell´agenzia di rating, l´Italia non centrerà l´obiettivo di far rientrare il deficit sotto il 3% del Pil entro fine anno. Sul fronte macro negli Stati Uniti si è registrata una discesa più accentuata del previsto per l´indice Ism servizi, che a settembre si è attestato a 54,4 punti mentre le attese degli analisti indicavano 57,4 punti. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,44% a 18.018 punti. Finmeccanica ha proseguito il rally con un rialzo del 2,97% a 5,20 euro mentre si prepara al Cda di domani che, secondo le agenzie di stampa, dovrebbe esaminare il dossier Ansaldo Energia. Nel dettaglio dovrebbe essere esaminato l´ingresso del Fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Ansaldo Energia. Il titolo ha inoltre beneficiato dell´upgrade di Banca Akros che questa mattina ha alzato il giudizio a buy. Telecom Italia (+1,66% a 0,644 euro) ha virato in territorio positivo dopo la notizia, riportata dalle agenzie e attesa dal mercato, che il presidente Franco Bernabè ha rassegnato le dimissioni durante la riunione del Consiglio di amministrazione del gruppo delle telecomunicazioni. Contrastato il comparto bancario: Popolare di Milano ha guadagnato il 3,89% a 0,461 euro, Ubi Banca l´1,18% a 4,13 euro, Banco Popolare lo 0,34% a 1,197 euro. Sono invece finite in negativo Intesa SanPaolo (-0,83% a 1,674 euro), Unicredit (-0,69% a 5,06 euro) e Mediobanca (-0,62% a 5,655 euro). Sul fondo del paniere principale è finita CNH Industrial (-3,13% a 9,295 euro) che intende procedere a una emissione obbligazionaria attraverso la società interamente controllata CNH Capital LLC. Male anche Fiat (-1,47% a 6,02 euro) con Fitch che ha valutato i vari scenari per al fine di valutarne il potenziale impatto sul rating del gruppo automobilistico torinese (BB- con outlook negativo). Il focus è su come il gruppo riuscirà a completare l´acquisto della restante quota di Chrysler in mano a Veba. Secondo l´agenzia di rating l´effetto negativo sui parametri di credito di Fiat sarebbe gestibile in modo da confermare l´attuale merito di credito se l´impatto netto dell´acquisto rimane al di sotto di circa 2,5 mld di dollari. Al contrario, lo scenario più sfavorevole per la Fiat, è quello di erogare più di 5 miliardi di dollari per completare l´acquisto di Chrysler. Prysmian ha perso l´1,53% a 18,67 euro nel giorno dell´inaugurazione della nuova fabbrica destinata alla produzione di cavi di media e alta tensione a Rybinsk, nella regione russa di Yaroslavl, completando un´ulteriore fase del suo piano di espansione nel Paese. L´investimento totale è pari a 55 milioni di dollari.
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