Piazza Affari chiude in ribasso con banche e Telecom, bene Mediaset e Finmeccanica. Ora la Fed

Inviato da Redazione il Mer, 19/06/2013 - 17:39
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso con gli investitori che hanno preferito alleggerire le posizioni sul finale di seduta a poche ore dall´attesissima riunione della Federal Reserve e dalle parole del governatore Ben Bernanke. Il mercato è in attesa di capire l´orientamento della Banca centrale Usa sul futuro del quantitative easing e il nervosismo delle ultime settimane deriva dal timore di un ridimensionamento del piano di acquisto di asset da 85 miliardi di dollari al mese. Bernanke potrebbe inoltre annunciare il suo addio alla guida della Fed a fine gennaio 2014. Da segnalare la chiusura in deciso rialzo del Nikkei in scia al dato sulle esportazioni giapponesi, salite del 10,1% a maggio, e in scia alla debolezza dello yen sul dollaro. Ora la palla passa nelle mani della Fed e nell´attesa a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,94% a 16.045 punti. Deboli i titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto l´1,82% a 0,382 euro, Monte dei Paschi l´1,89% a 0,207 euro, Intesa SanPaolo l´1,85% a 1,325 euro, Ubi Banca l´1,31% a 3,016 euro, Unicredit l´1,64% a 3,96 euro. Mediobanca ha lasciato sul parterre l´1,67% a 5 euro mentre si avvicina la presentazione del piano industriale, in programma venerdì. Vendite su Telecom Italia (-2,73% a 0,533 euro). Oggi il presidente Franco Bernabè, in merito alle tempistiche dello scorporo della rete, ha auspicato che l´iter regolamentare possa concludersi entro la fine del 2013 e l´inizio del 2014, in modo da poter poi avviare tempestivamente l´operatività della nuova società. Bernabè ha spiegato lo spin-off prevede la separazione della stessa Telecom in due società: quella nuova dell´accesso (Opac) e Ti ServiceCo che fornirà servizi retail. Fiat ha perso l´1,95% a 5,54 euro all´indomani dell´accordo siglato da Chrysler con il National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) con il quale hanno risolto le divergenze relative alle richieste di richiamo di alcuni modelli Jeep Grand Cherokee prodotte dal 1993 al 2004 e della Jeep Liberty prodotte dal 2002 al 2007. Di contro Mediaset ha svettato con decisione sul paniere principale con un balzo del 4,75% a 2,60 euro. Il titolo del Biscione ha toccato un massimo intraday a 2,65 euro, livelli che non si vedevano dal novembre 2011. Il presidente del gruppo di Cologno Monzese, Fedele Confalonieri, ha però dichiarato che al momento è impossibile fare previsioni sull´esercizio in corso. Dopo il tonfo di lunedì e la flessione di ieri, oggi Saipem ha rialzato la testa mostrando un progresso dell´1,37% a 14,08 euro. Ben comprata Finmeccanica (+2,03% a 4,02 euro) in scia agli ordini arrivati in questi giorni dal Salone aerospaziale di Le Bourget (Parigi). Ieri ATR, joint venture controllata da Finmeccanica, Alenia Aermacchi e Eads, ha raggiunto un accordo con la danese Nordic Aviation Capital per la vendita di 90 ATR-600 per oltre 2,1 miliardi di dollari. Oggi invece sempre ATR ha siglato con la società di leasing Hgi Aircraft Division un contratto per la vendita di 20 ATR 72-600s che saranno introdotti nella flotta della compagnia brasiliana Passaredo. La commessa ha un valore complessivo di 482 milioni di dollari. Lunedì, infine, il colosso pubblico aveva reso noto di aver acquisito ordini per un valore di circa 240 milioni di euro attraverso le aziende controllate AgustaWestland e Selex ES.
COMMENTA LA NOTIZIA