Piazza Affari chiude in ribasso, ancora male Fiat. Banche in ordine sparso

Inviato da Redazione il Mer, 01/10/2014 - 17:36
Piazza Affari ha chiuso in ribasso peggiorando nel pomeriggio in scia all´andamento debole di Wall Street. La Borsa di New York ha reagito male al sondaggio ADP che a settembre ha mostrato la creazione di 213 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato Usa, meglio delle stime che indicavano 205 mila unità. Di fronte a questo dato è tornata ad accendersi sul mercato la questione legata alla tempistica della prima stretta sui tassi da parte della Fed, che potrebbe arrivare già nella prima parte del 2015. Grande attesa per la riunione di domani della Bce soprattutto alla luce della discesa dell´inflazione nell´Eurozona e dei deboli segnali arrivati dalla manifattura nel Vecchio Continente. In particolare la lettura finale dell´indice Pmi manifatturiero tedesco di settembre ha evidenziato una discesa a 49,9 punti. La soglia dei 50 punti era stata violata l´ultima volta nel giugno del 2013. In questo quadro a Piazza Affari l´indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,89% a 20.706 punti. Tra le banche gli acquisti hanno premiato Banco Popolare (+1,46% a 11,80 euro), Popolare di Milano (+1,09% a 0,646 euro), Mediobanca (+1,46% a 6,91 euro) e Unicredit (+0,71% a 6,305 euro). Le vendite hanno invece prevalso su Montepaschi (-1,05% a 1,033 euro), Ubi Banca (-0,75% a 6,61 euro) e Intesa SanPaolo (-0,33% a 2,398 euro). Ancora male Fiat (-2,55% a 7,445 euro) dopo essere finita nel mirino della Commissione Europea per il trattamento fiscale ricevuto in Lussemburgo. I dubbi di Bruxelles riguardano il trattamento fiscale in Lussemburgo di Fiat Finance & Trade, società che si occupa del finanziamento e della tesoreria del Lingotto. Secondo Bruxelles l´accordo fiscale ottenuto in Lussemburgo potrebbe essere considerato come un aiuto di Stato e quindi incompatibile con le regole della concorrenza europea. L´indagine dell´Antitrust Ue era stata annunciata lo scorso giugno. Prysmian (-2,37% a 14,36 euro) ha tirato il freno dopo due sedute positive in scia al profit warning della rivale Nexans. La società transalpina ha indicato che chiuderà il 2014 con un utile operativo pari a 140 milioni di euro, praticamente sugli stessi livelli del 2013 e non in crescita come indicato in precedenza. Enel ha virato in negativo dopo una buona mattinata arrivando a perdere l´1,23% a 4,15 euro. Ieri il colosso elettrico si è aggiudicato, insieme alla multinazionale Dragon Oil, due lotti per l´esplorazione di gas: Msari Akabli, nel sud-ovest dell´Algeria, e Tinrhert Nord, ad est del Paese. Stesso movimento per STM (-0,89% a 6,08 euro) che in mattinata aveva sfruttato la promozione arrivata da Equita a buy dal precedente hold. Telecom Italia (-1,81% a 0,891 euro) sotto i riflettori dopo che Tim Brasil si è aggiudicata il secondo lotto di frequenze di 700 mhz per sviluppare servizi 4G sull´intero territorio brasiliano per 1.947,5 milioni di real (circa 630 milioni di euro). "Il business plan di Telecom Italia, e le nostre stime, non comprendono ancora la spesa per le frequenze", ha commentato Equita nel report in cui ha confermato il giudizio buy. Intanto, hanno spiegato gli esperti, Naguib Sawiris è tornato a formulare dichiarazioni di teorico interesse in Telecom Italia indicando la disponibilità a sottoscrivere eventuali aumenti di capitale nel caso in cui Telecom Italia confermasse la presenza sul mercato brasiliano.
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