Piazza Affari chiude in rialzo tra la fiducia a Letta e i timori dagli Stati Uniti

Inviato da Redazione il Mer, 02/10/2013 - 17:44
La Borsa di Milano ha chiuso in positivo una seduta all'insegna della volatilità e che ha visto il Governo Letta ottenere la fiducia al Senato, complice il dietrofront di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere ha spiazzato tutti annunciando che il Pdl avrebbe votato la fiducia all'Esecutivo. Ora l'attenzione si sposta alla Camera dove alle 21 è atteso il voto di fiducia. Il listino meneghino ha dovuto fare i conti anche con i timori provenienti da Oltreoceano: appare infatti ancora lontano il raggiungimento di un accordo tra repubblicani e democratici sul budget federale che possa far cessare lo shutdown negli Stati Uniti. Preoccupazioni che hanno impattato negativamente su Wall Street, che ha aperto in territorio negativo. Giornata oggi che ha visto protagonista anche la Banca centrale europea che nella consueta riunione del board ha deciso di mantenere inalterati i tassi d'interessi al minimo storico dello 0,5%, anche se lo stesso governatore Mario Draghi ha ammesso che la decisione è arrivata dopo una discussione tra i membri su un possibile ritocco. Il numero uno dell'Eurotower ha poi assicurato che la Bce è pronta a utilizzare tutti gli strumenti necessari per sostenere la ripresa, compreso un nuovo Ltro. Dal fronte macro, dagli Usa è giunto il dato sul sondaggio Adp che ha rilevato come gli occupati nel settore privato siano saliti di 166mila unità a settembre, a un ritmo più basso rispetto ai +176mila di agosto. Il dato è inferiore alle attese. Gli analisti infatti si aspettavano un aumento di 180mila occupati. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,68% a 18.098,44 punti mentre il Ftse All Share si è attestato a 19.114,56 punti in rialzo dello 0,58%. Ottime le performance registrate da Finmeccanica, che ha archiviato gli scambi in progresso del 7,58% a 5,05 euro, all'indomani del vertice tenutosi a Palazzo Chigi sull'eventuale cessione di Ansaldo Energia. Alla riunione hanno partecipato il premier Enrico Letta, l'amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, l'Ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti e l'incontro avrebbe dato una spinta alla formalizzazione dell'offerta da parte di Cdp sulla controllata genovese del gruppo della Difesa. Prese di beneficio su Telecom Italia (-1,25% a 0,6335 euro) alla vigilia dell'attesissimo consiglio di amministrazione. Dopo gli eventi che hanno trasformato il colosso tlc, si attendono per domani le dimissioni del presidente Franco Bernabè. Quest'ultimo corso di un´audizione alla Camera, aveva dichiarato che per allontanare il rischio downgrade servirebbe un aumento di capitale che ridarebbe solidità finanziaria all´azienda. Al suo posto soci italiani di Telco sarebbero orientati a candidare Massimo Sarmi, l´amministratore delegato di Poste Italiane. Male Autogrill (-3,83% a 6,02 euro) e in scia al downgrade di Ubs, che ha ridotto il giudizio a sell da neutral il giudizio sul titolo della famiglia Benetton. "Lo spin-off consente al management di focalizzarsi su due business differenti e apre a maggiori possibilità di M&A", dichiarano gli analisti della banca svizzera che spiegano la bocciatura come un problema legato soprattutto "alla valutazione del titolo". Autogrill, a detta di Ubs, è una società con un business ben diversificato ma le prospettive di crescita "sono moderate (nostra stima +2-3% in 2013-2015) e i margini sono solidi ma contenuti". In rosso anche Fiat (-0,65% a 6,11 euro) dopo che le immatricolazioni del Lingotto a settembre si sono attestate a 29 mila unità, l´11,7% in meno rispetto allo stesso mese dell´anno scorso. La quota di mercato del gruppo si è attestata al 27,5%, 2,7 punti percentuali in meno nel confronto con il settembre 2012. Positivo tutto il comparto bancario: in rialzo del 6,06% a 5,69 euro Mediobanca, del 4,71% a 1,688 euro Intesa Sanpaolo, del 2,84% a 1,193 euro Banco Popolare, del 2,35% a 5,095 euro Unicredit, del 2,72% a 4,082 euro Ubi Banca, dell'1,93% a 0,4442 euro Popolare di Milano, dell'1,99% a 5,635 euro Bper e dello 0,63% a 0,2092 euro Monte dei Paschi.
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